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Apre il parco della pace al piazzale Michelangelo

di Giulia Poggiali
Una veduta del parco
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Una veduta del parco

Inaugurato lo spazio di quattro ettari all’ex campeggio. Ripristinati percorsi tra settecento olivi e zone d’ombra

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FIRENZE. Un esempio di riqualificazione che rende piazzale Michelangelo ancor più attrattivo in una parte che era destinata a tende e roulotte in uno degli angoli più belli della città.

Dopo molti anni di inutilizzo, circa dieci, l’area dell’ex Camping Michelangelo si trasforma e i residenti potranno passeggiare sotto gli olivi del nuovo parco.

L’area, che si trova sulla collina di San Miniato, subito sotto il Piazzale, ha una superficie di circa quattro ettari e confina con il Giardino dell’Iris.

Diviso in più zone funzionali, tra cui spazi dedicati ai pic nic e ai bambini, il nuovo parco si rivolge a coloro che desiderano godersi del relax nelle zone d’ombra che, con l’arrivo del caldo estivo, sono sempre apprezzate.

Un piccolo polmone verde a due passi da una delle viste più amate al mondo, che vanta di 700 olivi e che non aspettava altro di rinascere per lanciare un forte significato di aggregazione.

«Lavori come questi dimostrano che i progetti di riqualificazione sono un elemento di sicurezza, dato che il parco era diventato una boscaglia con problemi di ordine pubblico. Siamo in un quartiere dove è presente poco verde ed è perciò motivo d’orgoglio restituirlo ai cittadini e al quartiere.

È uno spazio per tutti, non turistico, dove rilassarsi e partecipare alle attività culturali, e noi siamo sempre più convinti che il verde possa essere un nuovo modo di costruire socialità», spiega l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio.

Il progetto ha cercato di recuperare il più possibile il disegno dei percorsi già esistenti, con l’intento di implementarli con nuovi tracciati coerenti con le nuove funzioni di parco cittadino.

Tutti i sentieri sono stati recuperati con materiale naturale e sistemati per permettere una maggiore fruibilità. Ad occuparsi dell’intervento di riqualificazione, la direzione ambiente dell’amministrazione comunale e lo studio Bellesi Giuntoli.

Sono stati investiti in totale 450 mila euro, puntando tutto sul miglioramento dell’accessibilità del luogo e sulla messa in sicurezza dell’ex camping.

Ad esempio, è stato riqualificato il sistema di raccolta e allontanamento delle acque meteoriche e sono stati realizzati due “rain garden” il cui scopo è raccogliere l’acqua piovana in caso di forti precipitazioni.

Il parco sarà aperto dalla 9 alle 22 di ogni giorno e per evitare intrusioni al di fuori dell’orario stabilito, sono presenti dei cancelli in ogni ingresso.

A valorizzare ancor di più il nuovo giardino è la sua vocazione culturale: alcuni artisti di Street Levels gallery si dedicano alla decorazione di centinaia di metri quadrati di muri, realizzando opere di street art contemporanea.

Durante la giornata infatti hanno lavorato per dipingere le strutture dell’ex campeggio. La manifestazione, che ha coinvolto una quarantina di artisti intenti in quella che può essere definita una jam session di street art e graffiti, si concluderà oggi.

«Qui nascerà quella che possiamo definire una casa d’arte e il giardino sarà a disposizione delle associazioni del territorio per eventi e progetti culturali.

Presto aprirà il bando per lo spazio culturale e il giardino sarà anche una sede dell’Estate Fiorentina» conclude ancora l’assessore Giorgio.

Una inaugurazione importante che permette di riconnettere un pezzo cruciale della città con altri giardini e aree verdi della zona, e come suggerisce l’assessora e candidata al prossimo ballottaggio Sara Funaro, «data la vicinanza con San Miniato al Monte, mi piacerebbe che questo parco avesse un richiamo alla pace dato che proprio l’Abbazia è stata recentemente teatro di alcune iniziative legate alla pace e al dialogo».

Quindi la sua proposta è quella di intitolare l’area alla pace oltre che al poeta Mario Luzi come è già previsto.

L’inaugurazione è a tutti gli effetti l’ultimo saluto del sindaco uscente Dario Nardella, che ha parlato del lungo lavoro che ha richiesto la rigenerazione del parco: «Ora si è trasformato in un giardino a disposizione di tutti all’interno dell’area Unesco di Firenze. È un ultimo regalo alla città e sono felice di consegnarlo a chi verrà dopo di me».
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