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Strategie politiche

Firenze si prepara al ballotaggio: per Funaro primi appoggi, Schmidt crede nella rimonta

di Matteo Scardigli
Funaro e Schmidt
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Funaro e Schmidt

La candidata sindaca: «Adesso la scelta è tra me e la destra di Vannacci»

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FIRENZE. La linea politica del centrosinistra resta quella fissata da Sara Funaro la sera di lunedì, e già ribadita prima del voto: in vista del ballottaggio no ad alleanze e tanto meno ad apparentamenti formali. Si corre da soli, ma facendo appello a tutti i fiorentini democratici: anche a chi al primo turno ha votato una forza politica diversa, ma non vorrebbe mai vedere il centrodestra al governo della città. Una “linea dura”, che il centrosinistra si può permettere avendo dieci punti di vantaggio sull’avversario. Una linea che pare già portare alcuni frutti, con le dichiarazioni di sostegno da parte di Psi e Movimento cinque stelle, accolte con favore da Funaro: «Ringrazio – ha detto la candidata sindaca – le forze politiche e civiche della città che in queste ore hanno detto senza ambiguità che nella sfida tra il centrosinistra da me rappresentato e la destra di Schmidt, Donzelli e Vannacci si schierano senza se e senza ma». «Mi appello alla città tutta – ha aggiunto – per una mobilitazione fortissima a difesa dell’anima democratica e progressista della nostra città. Vinciamo e scriviamo insieme il futuro». Parole che sono un appello a compattarsi contro la destra. Certo un sostegno da parte di Stefania Saccardi e Cecilia Del Re sarebbe gradito, ma per ora non arriva nessun segnale ufficiale. E mentre il centrosinistra guarda avanti per «parlare ai fiorentini», come ha detto Funaro, sul fronte del centrodestra il candidato sindaco Eike Schmidt cerca la rimonta: «Dieci punti – dice – sono recuperabili».

Da un lato dunque Eike Schmidt tenta il sorpasso, appellandosi anche agli astenuti, dall’altro la coalizione guidata da Sara Funaro procede dritta per la sua strada, forte della sua posizione di forza ma senza mai dare nulla per scontato. La stessa linea del segretario del Pd toscano Emiliano fossi, che ieri ha lanciato un appello ai democratici della città e una mobilitazione del Partito democratico toscano. Ma nessuna apertura ad altre forze per il ballottaggio a Firenze. Quanto alla possibilità di dialogare con Italia Viva e con Cecilia Del Re di Firenze Democratica, il segretario dei dem toscani ha spiegato: «Ci appelliamo alla Firenze democratica, a tutti coloro che si riconoscono in un orizzonte di centrosinistra. Se una forza e persone ed esponenti dei partiti che si riconoscono di centrosinistra si sentono davvero tali hanno una sola scelta: sostenere con forza e convinzione Sara Funaro». Parole in linea con quelle del sindaco uscente Dario Nardella: «Uniamo tutte le energie perché ormai o si sceglie di qua, o si sceglie di là, questo è il ballottaggio, dobbiamo portare a votare tutti coloro che ci hanno votato fino ad adesso ma anche chi non ci ha votato scegliendo magari altre candidature di centrosinistra».

E ieri appunto sono arrivate le prime dichiarazioni di sostegno: «Penso che sia importante che Funaro chiami tutte le forze del centrosinistra» ha detto il candidato sindaco del M5s Lorenzo Masi, aggiungendo: «Ora in vista del ballottaggio credo che il Pd potrebbe mandare un messaggio di compattezza, riuscire a riunire le sinistre e governare in vista anche delle regionali. Tra un governo di centrosinistra e uno di centrodestra io preferisco il primo». Posizione analoga quella del Psi, che al primo turno aveva sostenuto Stefania Saccardi: «Nella situazione politica che si è determinata il Psi continuerà il suo impegno a sostegno delle forze riformiste» contro «l’avanzata delle destre». Da Dmitrij Palagi arriva una sorta di dichiarazione di non belligeranza: «Sul ballottaggio non aiuteremo le destre e non accetteremo proposte di ingresso in giunta laddove dovessero arrivare».

Mentre il centrosinistra serra i ranghi, a destra si crede nell’impresa: «Oltre 100mila elettori hanno bocciato la giunta Nardella e la candidata sindaco designata. Altrettanti hanno scelto di non andare alle urne. Circa 200mila fiorentini, quindi, hanno voglia di una città migliore. Un cambiamento di cui mi faccio interprete, forte della mia esperienza manageriale e di una visione di città che guarda al futuro, senza perdere la sua identità, anzi riconquistandola con orgoglio».

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