Il Tirreno

Firenze

Ospedali in affanno

Sanità in crisi nei mesi estivi mancano troppi anestesisti

di Chiara Vignolini
(foto d'archivio)
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(foto d'archivio)

I sindacati: «Insufficiente anche il numero dei chirurghi»

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FIRENZE. Con l’avvicinarsi dell’estate si va incontro a un calo di personale negli ospedali fiorentini che, di conseguenza, porta al taglio di alcuni servizi e alla riduzione di posti letto. Una condizione, questa, che non è frutto solo delle ferie estive ma di una vera e propria mancanza di una programmazione delle assunzioni, come denuncia il sindacato delle professioni infermieristiche Nursind, e di crisi di vocazione di alcune specialistiche che non risultano più “attrattive” per gli studenti universitari. Le carenze più importanti riguardano l’attività chirurgica, ad eccezione di quella emergenziale e di urgenza, proprio per la grave mancanza degli anestesisti.

«Purtroppo, nei mesi estivi la mancanza di personale si fa sentire. Chirurghi e anestesisti sono le figure più assenti, d’altronde anche loro devono andare in ferie, ma si riscontrano difficoltà anche per quanto riguarda le cure intermedie o ginecologia – spiega Simone Baldacci, coordinatore Asl Toscana Centro Cgil –. Gli anestesisti, non solo nel periodo estivo, sono sempre meno a causa della crisi di vocazione. Ci sono molti posti a disposizione ma poche domande, gli universitari si orientano su altre specialistiche che permettono loro di svolgere la libera professione».

Un altro settore che risente particolarmente della carenza di medici e infermieri durante il periodo estivo è il servizio del 118 territoriale che non beneficerà neanche delle nuove assunzioni previste a breve. «Per quanto riguarda l’Asl Toscana Centro le nuove assunzioni, in ambito infermieristico, sono 140 ma i bandi stanno entrando adesso e quindi i tempi si allungano. Difficilmente avremmo nuove figure prima dell’estate ma, anzi, verranno assunte dopo verso la fine di agosto – afferma Giampaolo Giannoni, segretario regionale NurSind –. Di questo ne risentono particolarmente servizi come quello del 118 per cui sarebbe impossibile impiegare i nuovi assunti dato che richiede una formazione di almeno sei mesi». Ma la scarsità di personale sanitario, oltre a rendere complessa la gestione del lavoro, porta ad un affaticamento e a forte stress da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. «Il personale diminuisce e di conseguenza il carico di lavoro aumenta su coloro che rimangono – spiega Baldacci –. Durante l’estate anche un raffreddore o un giorno di malattia diventa un problema difficile da gestire. Le persone sono stanche, esaurite e vicine al burn-out. Ovviamente anche il personale sanitario deve andare in ferie ma dovrebbe esserci un ricarico organico in modo da permettere un tranquillo svolgimento del lavoro». Anche i medici sono sotto stress, costretti a fare straordinari per sopperire alle carenze. «C’è una difficoltà ad andare in ferie proprio per la mancanza di personale – spiega Franco Nassi, segretario Anaao Assomed Asl Toscana Centro –. Spesso siamo sottoposti ad eccedenze orarie per mandare in ferie gli altri lavoriamo per due. Un problema, questo, che si risolve solo assumendo, in modo da aiutare chi c’è ora». Tra i settori mancanti, sia nel periodo estivo che durante il resto dell’anno, c’è il pronto soccorso. «È necessario implementare alcuni settori come il pronto soccorso, per esempio attraverso riconoscimenti economici a chi ha coperto le carenze, ma non si trovano medici d’urgenza proprio perché nessuno vuole fare un lavoro stressante come questo».

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