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Ex Gkn, c’è lo sciopero della fame: Giani annulla l’incontro con la Rsu

di Elena Andreini
Ex Gkn, c’è lo sciopero della fame: Giani annulla l’incontro con la Rsu

Campi Bisenzio, ma su questa iniziativa il fronte della protesta fra gli operai Qf si spacca

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CAMPI BISENZIO. «Non abbiamo più tempo, risposte subito» così Rsu Qf ex Gkn e Collettivo di Fabbrica hanno dato inizio ieri allo sciopero della fame.

L’annuncio è arrivato dalle tende accampate davanti alla Regione a Novoli dei lavoratori che denunciano la mancanza da parte della politica di risposte sulla vicenda dell’azienda di Campi Bisenzio. Rsu Qf e Collettivo di Fabbrica, Lavoratori Gkn definiscono questa settimana, proprio per l’atteggiamento avuto dalla politica, «la settimana dell’imbarazzo» per una vertenza che ormai non ha più tempo visto che i lavoratori sono senza stipendio e senza ammortizzatori sociali. «Ci spaventa uno sciopero della fame – spiega la Rsu – Perché è una privazione mai provata. E non sappiamo quanto resisteremo. E ci imbarazza usare un termine come ‘fame’ in un mondo dove di stenti si muore veramente, a partire dalla drammatica situazione in Palestina. Ma poi alla fine, ci siamo dati la risposta più semplice: siete voi a dovervi ammalare di paura e l’imbarazzo è tutto vostro». Appresa la notizia dello sciopero della fame, gli altri lavoratori della Qf in una nota precisano che la decisione «di entrare in sciopero della fame è stata presa da soli 20 lavoratori attualmente in forza Qf, che corrisponde a un settimo dei dipendenti attualmente in forza Qf. Con ogni probabilità tale decisione del Collettivo ha comportato l’annullamento immediato (email dell’ufficio del Presidente ricevuto alle 11,35) dell’incontro che si doveva svolgere domani tra i lavoratori Qf ed il governatore Giani, nel quale avremo ribadito che le nostre prime tre urgenze sono : stipendio subito qui ed ora».

La situazione non certo facile all’interno della ex Gkn si fa ogni giorno più complessa anche tra gli stessi lavoratori.

La nota dei lavoratori Qf, precisa infatti, che «con dispiacere apprendiamo che per il Collettivo la prima necessita è la legge regionale per i consorzi pubblici». Insomma sembra che anche le modalità di proseguire la lotta all’interno della ex Gkn non trovi tutti d’accordo e questo potrebbe diventare una sorta di “tallone d’Achille”.
 

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