La manifestazione
Ecco la “Casa dei rider”
Sarà in via Palmieri, in un fondo assegnato dal Comune Lo spazio ospiterà anche sportelli per l’orientamento
FIRENZE. In città nasce la prima “Casa dei rider”: un luogo di sosta, riposo, ristoro per i ciclofattorini del food delivery, che oggi si fermano in giro per la città in attesa delle consegne, ma anche un hub dove raccogliere i bisogni di questi lavoratori, che sono per la maggior parte cittadini stranieri, e offrire loro informazioni e servizi utili, dalla conoscenza dei loro diritti sul lavoro alla formazione su codice della strada, dall’accesso alla sanità alla casa, ai diversi servizi del Comune.
«Firenze è sempre più città del lavoro – afferma l’assessora comunale al Welfare e candidata sindaca Sara Funaro (nella foto di fronte al fondo con alcuni rider) – e si dimostra ancora una volta all’avanguardia per i diritti dei lavoratori, a partire da quelli più fragili. Dopo il salario minimo per gli appalti del Comune, che ho voluto con forza e su cui siamo stati la prima città d’Italia, oggi abbiamo consegnato il locale dove nascerà la prima “Casa dei rider” della città, dando una risposta concreta ai bisogni che in questi anni ci hanno espresso lavoratori e sindacati. Sono davvero orgogliosa di questo nuovo tassello a tutela dei lavoratori».
La “Casa dei rider”, che avrà sede in un fondo di proprietà del Comune in via Palmieri 11/R, si trova nel centro della città, dove solitamente sostano i rider in attesa di una chiamata e dove c’è il maggior numero di ristoranti che offrono il servizio di delivery.
A Firenze operano circa 500 rider afferenti, anche in regime di pluricommittenza, alle principali piattaforme italiane di food delivery (Glovo, Deliveroo, Just Eat). L’80% di loro proviene da Paesi stranieri e questo è solitamente il primo lavoro che trovano per facilità di accesso e per la possibilità di lavorare anche senza conoscere la lingua italiana.
La loro condizione sociale li rende particolarmente vulnerabili e molti lavorano restando connessi alla piattaforma anche 13 ore al giorno per mettere insieme uno stipendio dignitoso. È un modello che costringe i lavoratori a essere sempre disponibili e a sostare per l’intera giornata nelle cosiddette aree ad alta domanda (ovvero zone della città a bassa distanza dai ristoranti maggiormente richiesti), senza avere un luogo in cui riposarsi e ripararsi. Ecco perché è stato deciso di individuare uno spazio di riposo e sosta decoroso per loro e per la città e accogliente.
Sarà uno spazio polifunzionale, strutturato come un Community Center, con sportelli capaci di supportare questi lavoratori per l’apprendimento dell’italiano, per conoscere i propri diritti, per indirizzarli sui servizi ai cittadini del Comune.
Lo spazio è assegnato alla Cgil, che realizzerà in progetto insieme a varie realtà del mondo del sociale della città.
«Il lavoro è al centro della nostra idea di città – afferma Funaro –, e su questi temi, grazie anche al contributo fondamentale dei sindacati, vogliamo sperimentare e migliorare le condizioni delle persone, che si parli di sicurezza (come già fatto con il cantiere trasparente), di lotta all’illegalità e al lavoro nero, come di salari e di riqualificazione del lavoro a partire dai settori dove ce n’è più bisogno».
«Con l’assegnazione da parte del Comune di Firenze del fondo situato in via Palmieri 11 finalmente anche a Firenze i rider avranno una “Casa”» si afferma dalla Cgil Firenze. «Questo spazio– aggiunge il sindacato – vuole essere un luogo di riparo e riposo aperto durante la fascia oraria pomeridiana, all’interno del quale sarà possibile ricaricare gli strumenti di lavoro, effettuare piccole riparazioni alle bici, ristorarsi, avere accesso all’acqua e ai servizi igienici.
Il centro polifunzionale ospiterà sportelli di consulenza capaci di orientare, supportare ed indirizzare le persone, per fornire una prima risposta sulle problematiche lavorative, abitative, legali, sociali promuovendo i servizi del Comune di Firenze, delle altre istituzioni pubbliche e della rete di associazioni presenti nel territorio fiorentino. A questo fine la Cgil di Firenze costituirà una rete di partenariato con altre organizzazioni.
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