La manifestazione
Il Duomo di Firenze restaurato con la tecnologia: come funziona
Resta da completare il recupero delle superfici di una porzione lato nord dell’abside
FIRENZE. Il Duomo è ancora protagonista di importanti interventi di restauro, volti a esaltarne la bellezza. Le pratiche di riqualificazione degli edifici storici sono fondamentali per il patrimonio edilizio italiano, e a Firenze, lo stato di salute del Duomo è più che centrale. L’Osservatorio Saie all’Istituto degli Innocenti, ha mostrato i progressi e le tecniche adottate al fine di proteggere il fiore all’occhiello dell’arte fiorentina: mentre il restauro delle superfici di una porzione del lato nord della basilica è stato completato, ciò che manca è il recupero delle superfici di una porzione lato nord dell’abside.
Gli strumenti
Digitalizzazione e protocolli di sostenibilità diventano strumenti preziosi per realizzare interventi di recupero di qualità e rispettosi dell’ambiente: le due parole chiave per il restauro del futuro, che ha coinvolto il nostro amato Duomo. Ad occuparsene è l’azienda Leonardo Srl, che grazie ai suoi interventi selettivi, ha scelto di lavorare in modo sostenibile utilizzando le tecnologie e i materiali più coerenti in base al livello di degrado e alla criticità. Fondamentale la diagnostica, che ha permesso di intervenire attraverso tecniche di fissaggio degli elementi decorativi interni, mappando e fornendo una documentazione degli interventi svolti. Questo è quanto è stato descritto mercoledì 8 maggio in occasione della Saie Lab, la fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti. La community italiana di imprese, professionisti e associazioni dell’intero sistema delle costruzioni ha riunito intorno a sé gli esperti del campo per annunciare i dati raccolti nel corso dell’anno precedente. Oltre a presentare le metodologie e gli strumenti pratici per raggiungere il massimo grado di efficientamento energetico nel rispetto del valore storico-artistico degli edifici, nel corso della conferenza si è parlato delle tecniche per la progettazione degli interventi di restauro e recupero strutturale, della qualità del patrimonio storico attraverso l’innovazione tecnologica, degli interventi per ridurre la vulnerabilità sismica e per la messa in sicurezza degli edifici storici e dei materiali innovativi e sostenibili a servizio della riqualificazione e del restauro.
Intelligenza artificiale
Ciò che emerge è che le aziende toscane attive, coinvolte nelle attività di produzione, distribuzione e servizi per il settore delle costruzioni (edilizia e impianti), sono più di 52.500, pari al 15% del totale del tessuto imprenditoriale locale. Investire sul restauro e sulla riqualificazione è oggi più importante che mai, grazie anche alle nuove tecnologie. Infatti l’Ai (intelligenza artificiale) è un elemento che potrebbe favorire la crescita del settore. Il suo potenziale impatto è molto apprezzato dalle aziende, tant’è che il 3% di loro già l’utilizza all’interno dei processi industriali. E se in generale la filiera delle costruzioni in Toscana vive un momento positivo, le pecche restano il costo del lavoro, l’inflazione e il costo di acquisto delle materie prime e dell’energia. Dunque, il recepimento della forza lavoro specializzata non risulta essere la criticità principale delle aziende toscane. La nostra regione si conferma così «leader del panorama delle costruzioni», come ha spiegato il direttore di Saie, Emilio Bianchi.
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