Il Tirreno

Firenze

L’inchiesta

Firenze, Boccassini indagata dalla procura: «Ha dato false informazioni ai pm»

di Matteo Leoni
Firenze, Boccassini indagata dalla procura: «Ha dato false informazioni ai pm»

Avrebbe taciuto il nome di chi bruciò l’inchiesta su Berlusconi e la mafia

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FIRENZE. False informazioni al pm. Questo il reato che la procura fiorentina contesta a Ilda Boccassini, che nei giorni scorsi ha ricevuto un avviso di conclusione indagini. L’ex procuratrice aggiunta, come riportato in un articolo pubblicato sul sito web de Il Fatto, è accusata di aver taciuto agli aggiunti Luca Tescaroli e Luca Turco, titolari dell’inchiesta sui presunti mandanti delle stragi di mafia, il nome di colui che, nel 1994, bruciò l’inchiesta su Berlusconi e la mafia.

Nel 1994 il collaboratore di giustizia Salvatore Cancemi rivelò proprio alla Boccassini, all’epoca pm a Caltanissetta, alcuni dettagli sul flusso di fondi che sarebbero transitati dal gruppo Berlusconi alla mafia. In particolare, Cancemi avrebbe raccontato che, attraverso la mediazione di Marcello dell’Utri, sarebbero arrivati a Salvatore Riina 200 circa milioni all’anno. A seguito di queste dichiarazioni furono avviati accertamenti da parte dei carabinieri.

L’inchiesta sui flussi di denaro però fu letteralmente “bruciata” da uno scoop apparso sul quotidiano La Repubblica, a firma dei giornalisti Giuseppe D’Avanzo e Attilio Bolzoni. L’articolo rese noto il contenuto delle dichiarazioni di Cancemi – che poi a onor del vero vennero ritenute prive di valore probatorio della Cassazione nel processo a Dell’Utri –, in particolar modo in relazione a Pierino Di Napoli, indicato dal collaboratore di giustizia come uno degli anelli della catena che faceva arrivare i soldi nella mani di Riina.

Ilda Boccassini, amica di Giuseppe D’Avanzo, avrebbe tentato più volte nel corso degli anni di farsi rivelare la fonte dello scoop. Il nome – o comunque delle indicazioni per risalire all’identità – le sarebbe stato rivelato dal giornalista poco prima della sua morte, nel 2011. Questa circostanza viene lasciata intendere dall’ex procuratrice aggiunta nel suo libro “La stanza numero 30”. E proprio per questo passaggio del libro, Boccassini è stata convocata nel dicembre del 2021 davanti ai pm fiorentini che si occupano di stragi. Ma l’ex pm, secondo l’accusa formulata dalla procura di Firenze, «taceva ciò che sapeva», cioè «non forniva il nominativo della fonte».


 

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