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25 Aprile, piazza della Signoria gremita: Stefano Massini legge il monologo di Scurati – Video


	Stefano Massini in piazza della Signoria
Stefano Massini in piazza della Signoria

In 7mila applaudono lo scrittore: «Questa è la Festa della riappropriazione della vita e della fine della dittatura»

25 aprile 2024
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FIRENZE. È una piazza Signoria gremita più del solito, almeno 7mila persone, quella che ha fatto da cornice alle celebrazioni per le celebrazioni del 25 Aprile culminate con la lettura da parte di Stefano Massini del monologo di Antonio Scurati che avrebbe dovuto essere proclamato in Rai.

«Questi due concomitanti ricorrenze luttuose, Primavera del 24’-primavera del ’44, proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica non soltanto alla fine o occasionalmente un irrimediabile e irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista. Lo riconosceranno una buona volta gli eredi di quella storia? Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre 2022 aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via. Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la presidente del consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura, neofascista di provenienza, ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime, la persecuzione degli ebrei, senza mai ripudiare, nel suo insieme, l’esperienza fascista. Ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini. Infine, ha disconosciuto il ruolo della Resistenza nella rinascita italiana fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023. Mentre vi parlo siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario dalla liberazione dal nazifascismo, la parola che il presidente del Consiglio dei ministri si rifiutò di pronunciare palpiterà sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici siano essi di sinistra, di centro o di destra. Finché quella parola, antifascismo, non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuità a infestare la casa della democrazia italiana».

Al termine della lettura, Massini ha commentato: «Vorrei aggiungere che nel frattempo sono successi alcuni fatti di cui è impossibile non tenere conto. Una profonda sensibilità democratica si è manifestata in risposta. Un sondaggio recentemente pubblicato dice che il 72% degli italiani si dichiara antifascista, è una maggioranza schiacciante. La Festa della Liberazione non ha senso se non parliamo al 28% che non si dichiara antifascista. Questa è la Festa della riappropriazione della vita e della fine della dittatura».

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