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Firenze, alloggi ad affitto calmierato: così rinascerà l’ex ospedale di borgo Ognissanti

di Chiara Vignolini
Firenze, alloggi ad affitto calmierato: così rinascerà l’ex ospedale di borgo Ognissanti

Deciso il futuro dell’edificio di proprietà Asl che ospitava il S. Giovanni di Dio, il progetto è previsto da un emendamento al Piano operativo comunale

28 marzo 2024
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FIRENZE. Uno spazio di 3.200 metri quadrati da dedicare alla realizzazione di alloggi ad affitto calmierato, riservati alle famiglie che non possono accedere all’edilizia popolare ma che tuttavia non possono permettersi di pagare il prezzo di mercato. Nel piano operativo, presentato il 25 marzo scorso, è stato creato un emendamento che prevede la realizzazione di case riservate all’abitare sociale all’interno dell’ex ospedale San Giovanni di Dio di borgo Ognissanti.

Un luogo storico dove nacque Amerigo Vespucci e dove, più di 600 anni fa, venne fondato un ospedale dal prozio del noto esploratore, Simone di Piero Vespucci. Un luogo dove si respira la storia di Firenze e che, secondo il testamento del suo fondatore, deve essere dedicato esclusivamente alla cura dei bisognosi e degli ammalati. E così è stato fino al 1983 quando, l’ex ospedale San Giovanni di Dio ha chiuso i battenti e si è sposato nel nuovo, e attuale, edificio di Torregalli. Alcune attività sanitarie si sono svolte fino ai primi anni duemila poi, la maggior parte della struttura è rimasta in stato di abbandono. Nel 2015, dalla facciata della chiesa inserita nel complesso, si è staccato un medaglione settecentesco frantumandosi. Durante gli anni avvenire furono molte le proposte per la riqualificazione dell’intero edificio a partire, proprio, da quelle sanitarie. L’Asl propose, infatti, di spostarvi i locali del presidio di Santa Rosa ma non andò a buon fine per mancanza di fondi. E ancora, alcuni acquirenti privati fecero offerte per comprare l’intero immobile per creare un centro di ricerca universitario, un museo dedicato alla storia della famiglia Vespucci e spazi dedicati ad asilo e scuola materna ma anche queste trattative non vennero perseguite.

Nel 2018, invece, Stefania Saccardi, allora assessora regionale alla sanità, propose un progetto da 15 milioni di euro che prevedeva la creazione di uffici regionali, ambulatori medici, auditorium, sedi di associazioni e sale riunioni. Progetto che, però, non venne attuato a causa degli elevati costi di realizzazione e ristrutturazione. Tra le proposte, poi smentite da Palazzo Vecchio, anche quelle di creare residenze di lusso e studentati. Proposta a cui i residenti del quartiere e il Comitato Ognissanti si opposero fortemente.

Ma proprio da Palazzo Vecchio arriva quella che sembra essere la chiave definitiva, commentata anche nel recente piano operativo, ed è quella dell’abitare sociale. Si tratta di una soluzione abitativa che permette alle famiglie con una fascia di reddito media, quindi troppo bassa per comprare un immobile di proprietà ma troppo alta per rientrare in quello popolare, di avere una casa. «Nel centro storico è necessario mantenere e rafforzare la presenza non solo della residenza ma anche dei servizi alla residenza» si legge in una nota del Comune di Firenze. Infatti, l’Asl Toscana Centro, proprio a seguito dei vari tentativi falliti di creare spazi medici, ha chiesto il cambiamento della destinazione d’uso in modo da renderlo residenziale. «Di fronte ad una richiesta dell’azienda sanitaria finalizzata ad una valorizzazione del proprio patrimonio non possiamo rinunciare a una ricaduta di interesse pubblico, così come fatto in maniera analoga per la trasformazione di Monna Tessa» spiega la nota del Comune per cui l’obiettivo è quello di «creare abitazioni da mettere a disposizione ai cittadini secondo il modello dei social housing con riferimento particolare ai giovani».

 

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