Il Tirreno

Firenze

La decisione

Firenze, molotov contro il consolato Usa: l’attentatore è stato scarcerato

di Matteo Leoni
Militari a difesa del consolato il giorno dopo l’attentato
Militari a difesa del consolato il giorno dopo l’attentato

Hakam Taleb Moh’d Dani si trova agli arresti domiciliari nella casa di famiglia. Deve indossare il braccialetto elettronico e non può comunicare con l’esterno

27 marzo 2024
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FIRENZE. È stato scarcerato Hakam Taleb Moh’d Dani, il ventunenne accusato di essere il responsabile del lancio di due bottiglie molotov contro la sede del Consolato Usa a Firenze la notte fra mercoledì 31 gennaio e giovedì 1 febbraio scorsi. Il gip Angelo Antonio Pezzuti ha accolto l’istanza presentata dal suo difensore, l’avvocato Samuele Zucchini. La Direzione distrettuale antimafia di Firenze, che coordina le indagini sul caso attraverso il procuratore capo Filippo Spiezia, l’aggiunto Luca Tescaroli e i pm Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio, aveva dato parere negativo alla scarcerazione. Per il giovane il gip ha disposto la misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, e il divieto di comunicare con persone estranee alla famiglia.

A indurre il giudice ad accogliere l’istanza della difesa è stata, tra le altre cose, la circostanza dell’assenza di pericolo di fuga, dal momento che il giovane, sebbene di origine giordana, è a tutti gli effetti cittadino italiano. Poi, il fatto che non siano emersi contatti con gruppi criminali, e neppure è stata accertata l’eventualità che possa essersi appoggiato a dei complici per la sua azione. Ha pesato inoltre il periodo già trascorso in carcere dal ragazzo, considerato congruo. Dunque via libera alla detenzione domiciliare, sebbene col braccialetto elettronico e col divieto di comunicare all’esterno, imposto per impedire che l’indagato possa fare propaganda sui social o comunque intrattenere contatti con altre persone sugli stessi temi che lo avrebbero indotto a compiere il gesto contro il consolato.


Oltre a essere colui che ha lanciato le molotov verso l’edificio consolare, il ventunenne è accusato anche di essere l’autore del video di rivendicazione diffuso dopo l’azione sul canale Telegram "The whole world is Hamas" (il mondo intero è Hamas, ndr) in cui si minacciavano altre azioni simili verso 49 obiettivi con lo scopo di dissuadere l’Italia dall’appoggiare Israele nella guerra contro Hamas a Gaza. I reati contestati dalla procura sono quelli di atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi e porto illegale di armi da guerra.

Le indagini a suo carico sono state condotte dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal pm della Dda Lorenzo Gestri. Sarebbe stato lui, si legge nell’accusa riportata nel decreto di fermo, a lanciare le molotov «sulla pubblica via in una zona ad alta presenza abitativa con presenza di autovetture» con il rischio di «determinare un effetto d potenziamento esponenziale delle fiamme». A suo carico sono stati trovati «gravi indizi di reità» si fa sapere dalla procura, che sottolinea anche come gli elementi di prova siano «plurimi e convergenti». Il ragazzo infatti avrebbe agito in modo poco prudente, per certi versi anche maldestro, che ha permesso agli investigatori di incastrarlo sia tramite i metodi tradizionali che con quelli informatici. La sua presenza sul luogo dell’attentato sarebbe infatti confermata dalle immagini delle numerose telecamere di sorveglianza presenti nella zona del consolato.

Una fedina penale immacolata, nessun legame accertato con gruppi estremisti, Hakam Taleb Moh’d Dani prima del suo arresto lavorava in un hotel di Firenze. Apprezzato sul lavoro, al momento del fermo la società ne ha disposto la sospensione cautelativa. Il giovane si è scusato con la proprietà dell’hotel, che ha accettato le scuse e ha deciso di prolungare la sospensione del contratto senza tuttavia procedere al licenziamento, almeno fino alla scadenza del contratto.

 

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