Il Tirreno

Firenze

Nasce la Firenze del futuro. Ecco la nuova stazione Foster

di Valentina Tisi
Il presidente della Regione Toscana Giani al cantiere della nuova stazione Foster
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Il presidente della Regione Toscana Giani al cantiere della nuova stazione Foster

Sopralluogo in via Circondaria, nel punto di arrivo della talpa che scava. Giani: «È una trasformazione che valorizza la zona nord ovest della città»

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FIRENZE. «Questa è la Firenze del futuro». Dalla spianata di via Circondaria che si distende a perdita d’occhio, grande quanto quattro campi da calcio, dove sorgerà la stazione dell’alta velocità, il presidente Eugenio Giani lancia la sfida per i prossimi anni in città. Quella di immaginare e progettare come quel pezzo di territorio potrà essere trasformato con la realizzazione dell’opera. «Vediamo che sta prendendo forma la nuova stazione di Firenze - spiega - il passante che a 22 metri di profondità farà passare l’alta velocità. Sotto, quindi, avremo la stazione Belfiore, mentre sopra, raggiungibile con l’ascensore ci sarà la fermata Firenze Circondaria, da cui con il “people mover” (un trenino, ndc) si potrà andare a Santa Maria Novella, ma anche prendere i treni regionali con un percorso ben separato da quello delle tratte dell’alta velocità».

Il profilo della nuova stazione sarà ben riconoscibile dalla copertura in acciaio-vetro che si eleverà per circa 18 metri in altezza e consentirà alla luce naturale di raggiungere il piano del ferro. La copertura a volta ribassata, con cellule fotovoltaiche incorporate nei pannelli intermedi, fungerà da “cielo artificiale”, in grado di filtrare la luce solare e di replicare i colori esterni all’interno della struttura. E poi treni in arrivo e in partenza. «Dobbiamo immaginare - prosegue Giani - i treni regionali in superficie che arrivano da Prato, Pistoia, Lucca, Empoli, Pontedera o Pisa: i passeggeri che scendono qui e che poi usano le tramvie o il people mover per andare verso Santa Maria Novella». Il tema però sarà anche quello di disegnare tutto ciò che starà intorno all’infrastruttura. La nascita della nuova stazione Belfiore, con i treni che arrivano portando pendolari e turisti, sposterà i punti di riferimento e metterà al centro del dibattito la riqualificazione e il cambiamento dell’intera area dove un tempo sorgevano i macelli. Nuove esigenze a cui rispondere, diverse funzioni da immaginare, uno spazio tutto da pensare e da valorizzare: «Non è solo una trasformazione ferroviaria, ma urbanistica - sottolinea il governatore - Il baricentro di Firenze si sposterà. Qui verranno parcheggi, stazioni di bus, servizi e tutto questo decentrerà il centro storico che adesso è molto ingolfato». Il tema si innesta quindi perfettamente anche nel dibattito sempre più acceso su un centro storico ormai congestionato e più a misura di turisti che di fiorentini. «Da qui - illustra il presidente - andiamo verso il centro direzionale di San Donato a Novoli, il palazzo di giustizia, gli uffici della Regione e di tante aziende, le facoltà universitarie. Con tutto quello che significherà nell’alleggerimento di funzioni nel centro storico».

Un tema, quello della trasformazione dell’area in cui nascerà la stazione, che al momento è assente dal dibattito politico pre elettorale e che invece meriterebbe di essere affrontato perché in fin dei conti non si parla di un futuro così lontano, si parla di circa quattro anni. «Insomma - evidenzia il presidente auspicando che il nuovo volto di quest’area diventi tema di confronto pubblico - si apre un dibattito e una sfida sulla quale dovremmo avere le idee chiare quando finiranno i lavori nel 2028. È l’opera pubblica che caratterizzerà il nuovo millennio, quindi è giusto che diventi argomento dei cittadini. Cosa ci facciamo qua fuori dalla stazione: parcheggi? Servizi? Strutture per la residenza? Verde? Nei prossimi mesi dovrà essere questo il tema del dibattito».

 

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