Il Tirreno

Firenze

ll caso

Raggirati con la truffa dell’sms: spariti 50mila euro dal conto. Il testo della finta banca a cui non credere

di Matteo Leoni
Un correntista intento a effettuare operazioni sul conto corrente tramite il suo smartphone (foto d’archivio)
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Un correntista intento a effettuare operazioni sul conto corrente tramite il suo smartphone (foto d’archivio)

Firenze, il messaggio era identico a quelli inviati dalla vera banca. Il consiglio: «Al minimo dubbio l’invito è di rivolgersi sempre alle forze di polizia chiamando il 112»

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FIRENZE. In un attimo si sono ritrovati col conto corrente praticamente prosciugato dei risparmi di una vita. Vittima, una famiglia residente a Firenze. Mercoledì scorso, non appena si sono resi conto dell’accaduto, hanno dato l’allarme alla polizia. Ma ormai il danno era fatto. Raggirati da dei veri e propri professionisti della truffa, che in poco tempo sono riusciti a impossessarsi di 50mila euro.

Tutto è iniziato con un messaggio sms arrivato sul telefono di uno degli intestatari del conto corrente. Una comunicazione identica a quelle che arrivavano solitamente dalla banca, e dunque molto credibile. Un primo messaggio di allerta, per mettere in agitazione la malcapitata vittima: «La banca ha riscontrato accessi non autorizzati alla tua area. Se non sei stato tu verifica al seguente link http://... Saluti». A fare la mossa successiva è stato proprio l’ignaro utente che ha cliccato sul link. In questo modo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe installato senza saperlo sul suo smartphone una app identica a quella della sua banca, ma controllata da i truffatori. Poco dopo è arrivata la chiamata di un presunto agente della polizia postale, che ha informato il correntista di aver rilevato personalmente strani movimenti nel conto corrente effettuati da persone sconosciute, fornendo anche dettagli molto precisi di queste operazioni. Per rendere ancora più credibile la vicenda, il truffatore, dopo aver fornito per primo tutta una serie di dati fittizi (matricole, numeri e codici di riferimento, che solo alla fine si riveleranno inutili), ha poi invitato il malcapitato di turno ad accedere alla propria app dell’home banking per vedere lui stesso l’entità degli ammanchi.

La stessa vittima quindi ha avuto modo di visionare i movimenti delle uscite ingiustificate da 1.500 euro ciascuna, tratta in inganno dai dati riportasi sulla app fasulla “clonata” da quella della banca. «Non si preoccupi, facciamo un conto corrente di appoggio» le avrebbe detto quindi il falso esponente delle forze dell’ordine. A questo punto la vittima è stata invitata a versare l’importo di 50mila euro sul nuovo conto, con la scusa di metterlo in sicurezza. Così è stato fatto il bonifico istantaneo: il denaro però è finito in un conto corrente temporaneo, creato ad hoc e subito svuotato dai truffatori.

La truffa, così descritta sulla base dei primi elementi accertati dagli agenti, è stata consumata e, dopo aver chiuso la telefonata, nessuno si è fatto più vivo, né è risultato raggiungibile. Nell’ultimo periodo, si fa sapere dalla questura di Firenze, si sono verificati altri casi di truffe messe in atto con la stessa tecnica. «A fronte delle modalità con le quali verrebbe messo in atto questo raggiro, che rischia di colpire vittime anche molto eterogenee (con in comune il fatto di avere un mero conto corrente), – si fa sapere dalla questura, la polizia di Stato ricorda sempre di diffidare quando si prospettano simili situazioni, di non fare mai operazioni bancarie o comunque movimentazione di denaro su richieste di terze persone, di non fornire dati dei propri conti, dell’home banking, delle carte di credito, di debito e bancomat. Al minimo dubbio l’invito è di rivolgersi sempre alle forze di polizia chiamando il 112».

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