Il Tirreno

Firenze

Il restyling entra nel vivo. «Sarà un cantiere modello»

di Valentina Tisi
Il restyling entra nel vivo. «Sarà un cantiere modello»<br>

Stadio. A fine marzo, dopo le demolizioni, gli interventi in Curva Ferrovia. Nardella: «Sarà un esempio di sicurezza, legalità e trasparenza del lavoro»

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FIRENZE. La gru è in funzione, gli operai sono al lavoro, la demolizione del tabellone segnapunti è il primo step del piano di riqualificazione dello stadio Franchi, l’intervento adesso è partito veramente. Ieri mattina il sindaco Dario Nardella, accompagnato dall’assessore allo sport Cosimo Guccione e dall’ingegnere Giacomo Parenti, in visita al cantiere ha fatto il punto sui lavori: dopo il termine della fase di demolizione in corso in questo momento, prenderanno il via quelli veri e propri sulla struttura in cemento armato. «Le cose stanno andando come ci eravamo impegnati a fare – esordisce il sindaco col cantiere alle spalle –. Le demolizioni prenderanno quasi tutto il mese di marzo e sono la prima fase dei lavori, che poi interesseranno prima la parte della Ferrovia, con le attività di restauro, e a cominciare dal prossimo campionato la curva Fiesole. Siamo ormai entrati nel progetto di trasformazione del Franchi». Il tutto mentre la Fiorentina continuerà a disputare le partite del campionato “a casa”. «Siamo contenti di aver trovato la soluzione per far giocare la squadra per tutto il prossimo campionato in contemporanea alle attività dei lavori – sottolinea Nardella –. Riteniamo che il progetto finale sia molto bello. Avremo uno stadio all’avanguardia, come ha chiesto anche il presidente Commisso. Vogliamo dare alla città, al quartiere, ai tifosi e alla Fiorentina uno stadio che sia all’altezza delle ambizioni di questa società e che da tanti anni i tifosi aspettavano. C’è un lavoro serio da fare e lo faremo».

I lavori proseguiranno quindi da programma di pari passo con le partite, permettendo allo stadio di mantenere una capienza superiore a quella degli abbonati: «Per consentire la concomitanza delle partite della Fiorentina con i lavori – aggiunge il primo cittadino – abbiamo cambiato con le ditte e i progettisti l’ordine dei lavori. Quindi invece di cominciare con i lavori interni sulla Ferrovia, cominceremo da quelli interni sulla Fiesole, questo ci permetterà di tenere lo stadio in funzione. È solo una modifica delle modalità di intervento sul Franchi, verrà chiuso a settori in modo da mantenere sempre una capienza di circa 22mila posti. Con la Fiorentina ci sentiamo spesso. Ci sarà un incontro più tecnico per quanto riguarda il rinnovo della convenzione e la condivisione di modalità e tempistiche».

La tragedia avvenuta sul cantiere di via Mariti dove hanno perso la vita cinque operai ha riacceso i riflettori sul tema della sicurezza sul lavoro. Tema prioritario per Nardella che sottolinea il lavoro fatto sullo stadio: «Abbiamo un cantiere modello – precisa – quello che sarà montato ad aprile dopo le demolizioni è un cantiere che rispetterà tutti i principi di tutela dei lavoratori e di trasparenza. La ferita della tragedia del cantiere di via Mariti è ancora apertissima. Abbiamo fatto la gara d’appalto escludendo subappalti a cascata, escludendo quindi il rischio delle frammentazioni delle ditte fatte con l’obiettivo di risparmiare soldi a scapito della sicurezza, abbiamo imposto il contratto degli edili, che è il contratto che garantisce di più gli operai e abbiamo eliminato il principio del massimo ribasso come criterio guida dell’aggiudicazione: su questo abbiamo assegnato solo il 10% di punti, mentre tutto il resto del punteggio riguarda la qualità del progetto. Lo abbiamo fatto quando ancora non era successa la tragedia di via Mariti, a dimostrazione che la nostra attenzione per la sicurezza del lavoro è importante. Questo cantiere deve essere un esempio per l’Italia, un cantiere modello per la sicurezza, la legalità e trasparenza del lavoro». Per il sindaco è il momento di rivendicare il lavoro svolto, soprattutto davanti a chi era già pronto a dare per spacciato il progetto di restyling: «In molti dicevano che non saremmo mai partiti con l’appalto e i lavori, oggi siamo qui, la miglior risposta ai critici e agli scettici». Certo però, manca ancora un tassello per completare l’opera: «Da tifoso – conclude – sarebbe un regalo finire il mandato con un titolo. Sarebbe anche una giusta risposta ai desideri e all’impegno di Commisso».


 

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