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Nuove misure

Firenze, il crollo di via Mariti fa paura: cancellati gli appalti a cascata per stadio e tramvia

di Valentina Tisi
Le foto del cantiere dove sono morti i 5 operai
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Le foto del cantiere dove sono morti i 5 operai

Il “cantiere trasparente” che ha caratterizzato i lavori per le linee tramviarie esempio di buona pratica per monitorare ciò che avviene nei luoghi di lavoro, chi è presente nelle varie fasi, per quale ditta lavora e così via

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FIRENZE. “Modello stadio” e “modello tramvia” come esempi a cui guardare per rendere i cantieri più sicuri. Dopo la tragedia di via Mariti il sindaco Dario Nardella rilancia l’esigenza di una legge nazionale con la richiesta che anche nel privato venga seguita la strada intrapresa per le grandi opere fiorentine.

I modelli

Il “cantiere trasparente” che ha caratterizzato i lavori per le linee tramviarie rientra infatti tra gli esempi di buone pratiche per monitorare ciò che avviene nei luoghi di lavoro, chi è presente nelle varie fasi, per quale ditta lavora e così via. Per quanto riguarda invece il restyling del Franchi, nel bando di gara il Comune ha inserito norme stringenti: stop ai subappalti a cascata, stop al massimo ribasso e obbligo dei contratti di edilizia. Posizione ribadita dal sindaco anche durante l’ultimo consiglio comunale: «Il Comune di Firenze ha attualmente in corso oltre 400 cantieri – spiega Nardella – e ha già adottato accordi, protocolli e procedure per favorire la sicurezza nei luoghi di lavoro. Con l’applicazione del nuovo codice dei contratti il Comune di Firenze, nei propri appalti, ad esempio nella riqualificazione dello stadio, impone alle imprese il contratto di lavoro da utilizzare individuandolo tra quelli sottoscritti dalle principali organizzazioni sindacali e applicando il contratto di lavoro prevalente rispetto alle attività che si svolgono. Il Comune ha sottoscritto poi con le organizzazioni sindacali e l’Azienda sanitaria di Firenze protocolli per l’obbligo di dotare tutti i lavoratori di tessera personale di riconoscimento con procedura di rilevamento elettronico monitorando quotidianamente presenze, orario di lavoro e formazione.

Stop subappalti

E se con l’entrata in vigore del nuovo Codice degli appalti sono decadute per legge i limiti percentuali sulle attività subappaltabili e sul subappalto a cascata demandando alle stazioni appaltanti le valutazioni opera per opera, l’amministrazione ha ritenuto comunque, ad esempio nell’appalto della riqualificazione dello stadio, di limitare le possibilità di subappalto e di vietare il subappalto a cascata per garantire le migliori condizioni di sicurezza in cantiere. Infine il Comune di Firenze nella quasi totalità degli appalti non utilizza per l’aggiudicazione il criterio del massimo ribasso bensì quello della offerta economicamente più vantaggiosa attribuendo al parametro prezzo anche un peso del solo 10%». Una procedura che va nella direzione auspicata anche dai sindacati che chiedono fin da subito alcuni interventi concreti all’amministrazione fiorentina e alla Città metropolitana. Tra le richieste avanzate dalla Cgil ci sono quelle di ultimare rapidamente l’accordo, sulle nuove linee della tramvia, per l’applicazione del “cantiere trasparente” con l’innovazione che riguarda la possibilità di registrare, oltre alle presenze, l’orario effettivamente prestato nel cantiere; replicare questo accordo anche per l’appalto dei lavori dello stadio, inserendo il divieto di subappalto a cascata già annunciato; far diventare questi accordi dei modelli di accordo “tipo” in tutti i cantieri pubblici della città sopra una certa soglia; siglare un protocollo che impegni all’applicazione dei contratti nazionali dell’edilizia in tutte le lavorazioni edili negli appalti e lavorare perché queste indicazioni diventino una pratica diffusa anche negli appalti privati del territorio.

I sindacati

«È difficile immaginare di garantire condizioni di sicurezza dove è complicato anche solo monitorare chi possa avere accesso al cantiere – spiegano il segretario generale Cgil Firenze Bernardo Marasco e quello di Fillea Cgil Firenze Marco Carletti – Avere il controllo di chi entra e per quante ore resta a lavorare, per quale salario e con quale formazione è una assoluta necessità». Su questo fronte il dialogo tra amministrazione e sindacati è aperto e positivo, tant’è che, per quanto riguarda lo stadio, il Comune ha già fatto suoi questi principi inserendoli nei capitolati e rendendoli quindi già un obbligo per le imprese aggiudicatarie. La Cgil intanto spinge sull’utilizzo della tecnologia per monitorare i cantieri: «Gli strumenti tecnici per la rilevazione elettronica delle presenze, nei cantieri ci sono – dicono Marasco e Carletti – E la cassa edile li mette a disposizione, si tratta di un software in grado di registrare le presenze attraverso un’app anche su un telefonino. Se nel cantiere di via Mariti avessimo avuto un sistema di rilevazione elettronica delle presenze, con ogni probabilità non avremmo evitato il crollo, ma avremmo almeno saputo con tempestività e precisione quali lavoratori fossero lì presenti e per quali ditte lavorassero». Sindaco e sindacati si ritroveranno in piazza oggi per manifestare e chiedere sicurezza sul lavoro.

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