Gioco
Stadio Franchi, il restyling è ai nastri di partenza. Chiude la curva Ferrovia: la capienza si riduce
Il settore resterà interdetto ai tifosi fino a giugno: sarà demolito il tabellone segnapunti. Il secondo step riguarderà la Fiesole e potranno accedere all’impianto 22mila persone
FIRENZE. Il primo passo è stato compiuto. All’interno dello stadio Franchi, sotto la curva Ferrovia, sono arrivati i primi macchinari della ditta Rad Service che si è aggiudicata l’appalto e dalla prossima settimana il cantiere relativo ai lavori propedeutici al restyling entreranno nel vivo. Si comincerà, come previsto, con la demolizione del vecchio maxischermo, opera per la quale sono stati investiti più o meno 120 mila euro figli dei finanziamenti arrivati col fondo del Piano nazionale complementare al Pnrr, assegnati dal Ministero della cultura per l’impianto del Campo di Marte considerato monumento nazionale. La demolizione del tabellone verrà portata avanti con la tecnica dello strip-out delle componenti e dei terminali impiantistici esistenti, che permetterà di rimuovere preventivamente tutti gli elementi estranei alle strutture edilizie che devono essere gestiti in maniera differenziata.
Per questo motivo, già dalla prossima partita casalinga, contro la Lazio, il 26 febbraio (lunedì sera, alle 20,45), questo settore resterà chiuso fino al termine della stagione, quando, ci sarà il passaggio del testimone con la Fiesole, in una sorta di staffetta virtuale (dal primo giugno). La ridefinizione dei tempi per permettere alla Fiorentina di restare a giocare nel suo stadio anche la prossima stagione, di fatto, ha visto rimodulare il piano di lavoro inizialmente immaginato. Il restyling entrerà nel vivo alle soglie dell’estate, con interventi previsti anche in parte della Tribuna coperta e della Maratona. In buona sostanza, l’inversione dei settori rispetto al piano originale si è resa necessaria visto che i lavori più delicati sono proprio quelli che riguardano il lotto della Ferrovia, dove si trovano elementi come l’impianto elettrico e la vasca della raccolta delle acque.
Il settore ospiti, intanto, per questa stagione resterà al suo posto e non subirà variazioni per quanto riguarda l’effettiva capienza: dal campionato prossimo, invece, dovrà essere spostato nel lato adiacente alla Fiesole. Intanto, nelle prossime settimane Palazzo Vecchio procederà alla firma del contratto con le imprese che si sono aggiudicate il bando di ristrutturazione.
Dalla stagione successiva, la 2025/26, invece, la squadra viola si sposterà al Padovani, che per quella data sarà pronto ad ospitare 18mila persone, comunque un numero superiore (seppur di poco) rispetto alla quota degli abbonati di quest’anno. L’obiettivo – i tempi sono stati calibrati per raggiungere questo obiettivo - è quello di festeggiare il centesimo compleanno dalla fondazione del club, nell’agosto del 2026, nella casa di sempre, rigenerata e rimessa a nuovo. Questo stesso impianto, per altro, oltre che trasformarsi in qualcosa di fruibile al di là dei giorni delle manifestazioni sportive, potrebbe diventare anche il palcoscenico su cui far esibire le Nazionali, in vista dell’Europeo del 2032, per cui Firenze, attendendo l’ufficialità, è un passo avanti a tutte le altre città candidate ad ospitare parte della manifestazione.
Adesso, c’è solo da capire come reperire gli oltre 70 milioni che, dopo il definanziamento di Bruxelles, mancano ancora all’appello: è il nodo che, ancora, rende scettica la Fiorentina, e su cui l’amministrazione sta lavorando senza sosta per far in modo di completare il progetto esattamente come immaginato, portando a termine un restyling per troppi anni solo immaginato o, al massimo, osservato su carta.
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