Sicurezza
Interferenze fra Tav e tramvia ma la maxi talpa non si ferma
Il presidente di Tram spa: «Ci hanno avvertiti solo poco fa del rischio di danni» Ma Rfi rassicura: «Monitoreremo la linea in costruzione, faremo perizie alla T1»
FIRENZE. La Tav fa tremare la tramvia. Se fino ad ora a preoccuparsi dell’arrivo di Iris erano stati soprattutto i residenti che abitano sul tracciato della maxi talpa, adesso il campanello d’allarme comincia a suonare anche per la Vacs. Il timore è che si verifichino cedimenti nella sede stradale in cui corre la variante al centro storico, anche movimenti minimi del suolo infatti potrebbero avere delle ripercussioni per l’infrastruttura. Da Rfi però assicurano: testimoniali di stato verranno eseguiti alla sede tramviaria già in funzione alla Fortezza e sensori di monitoraggio verranno piazzati dove c’è la nuova linea in costruzione. A segnalare il rischio per l’interferenza tra le due opere era stato ieri sulle pagine di Repubblica Firenze il presidente di Tram spa Fabrizio Bartaloni che chiedeva di intervenire al più presto con i testimoniali per cristallizzare la situazione prima che la fresa arrivi a scavare sotto viale Lavagnini. Le carte ufficiali in cui vengono segnalati i quattro punti di interferenza tra lo scavo per l’alta velocità e la tramvia, ha spiegato il presidente, sono state inviate da Rfi a Tram spa solo l’11 gennaio, molto a ridosso cioè della fine dell’intervento sulla linea tramviaria, previsto per questa primavera. I punti finiti sotto la lente sono, per quanto riguarda le T1, la fermata Fortezza, mentre per la nuova linea: viale Lavagnini, viale Don Minzoni e piazza Libertà.
Un avvertimento arrivato fuori tempo per le ditte. «Ho chiesto al Comune di convocare una riunione con Rfi – spiega Bartaloni – Non ho niente contro la realizzazione dell’alta velocità a Firenze, ma bisogna trovare la giusta compatibilità tra le due opere». Come trovarla sarà tema all’ordine del giorno dell’incontro con Ferrovie che intanto rassicura sui prossimi passaggi: «Da settembre 2023 sono in corso le interlocuzioni tra Rete ferroviaria italiana, il Comune di Firenze e la società che sta realizzando la tramvia per la gestione delle interferenze tra le due opere. I testimoniali di stato in prossimità della linea tramviaria esistente saranno eseguiti con congruo anticipo rispetto al passaggio della fresa mentre, per la linea in costruzione, è stato definito di procedere con il monitoraggio dell’infrastruttura, come avviene attualmente per gli immobili interessati dallo scavo. Per queste attività non è previsto nessuno stop allo scavo della fresa». Intanto però il comitato No Tav coglie la palla al balzo per rimarcare la propria contrarietà al progetto: «I testimoniali non evitano i danni – dicono - serviranno solo ai giudici che dovranno decidere le responsabilità». Il comitato chiede lo stop ai lavori e porta a sostegno della propria posizione gli studi di Rfi stessa che mostrano il rischio di un importante abbassamento del terreno a causa degli scavi proprio nel tratto di viale Lavagnini e viale Don Minzoni in cui è previsto il passaggio della Vacs: «Le previsioni di abbassamento del terreno della sede stradale, in viale Lavagnini sono tra i 50 e i 60 millimetri, 5 o 6 centimetri; incompatibili con la tramvia».
Un problema che va a sommarsi alle preoccupazioni dei residenti che negli ultimi giorni hanno visto comparire le prcrepe sui muri di casa e che alimenta la polemica politica. Sul fronte del no anche Sinistra progetto comune che negli ultimi mesi ha presentato più volte atti in consiglio per chiedere chiarimenti: «Torniamo a chiedere di bloccare tutto, sarà il prossimo governo cittadino a fare il punto sulla mobilità». Da Palazzo Vecchio si butta acqua sul fuoco per il possibile rischio legato alla coabitazione tra le due opere: «La fresa ha già operato sotto i binari ferroviari di Campo di Marte - si evidenzia - e non risulta vi siano state particolari problematiche. Gli scavi sono stati eseguiti a una profondità inferiore a quella che ci sarà sotto i binari tramviari, è comunque necessario che sia garantito da parte di Rfi un costante monitoraggio». Sulle preoccupazioni sollevate da Bartaloni replica piccato il presidente Eugenio Giani: «Tutto quello che è necessario fare lo faremo. Chi deve fare la tramvia la faccia, con velocità, e si preoccupi soprattutto di quella».
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