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Verso le amministrative

Elezioni a Firenze, Eike a un passo dal centrodestra: «È molto probabile che sarà lui il candidato»

di Valentina Tisi
Elezioni a Firenze, Eike a un passo dal centrodestra: «È molto probabile che sarà lui il candidato»

Le dichiarazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia dopo il pranzo romano del direttore degli Uffizi

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FIRENZE. Habemus Eike. Dopo mesi di tarantelle e di «non confermo e non smentisco» intorno al nome del direttore come possibile candidato sindaco sostenuto dal centrodestra, il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio Alessandro Draghi dà una scossa e afferma che la candidatura di Schmidt è «molto probabile».

In cima alla lista
Insomma il nome del tedesco non solo è ancora in cima alla lista dei desideri per la coalizione, ma le possibilità che su di lui si riesca a stringere in tempi brevi sono alte. Per ritrovare l’ultima notizia certa sull’eventuale corsa di Schmidt bisogna fare un bel salto indietro, a dicembre. Dopo la sua nomina alla guida del museo di Capodimonte, il direttore aveva annunciato che avrebbe deciso se scendere o meno in campo a gennaio. Il mese ormai è trascorso, siamo a metà febbraio ma gli annunci tardano ad arrivare. Mentre gli altri partiti ormai sono in piena corsa e macinano iniziative, da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, non arrivano notizie sulla candidatura di Schmidt, solo attestati di stima.
Il dubbio
Così in queste settimane il dubbio che alla fine non se ne sarebbe fatto niente e che fosse il caso di pensare a un piano B, magari anche prendendo in considerazione le primarie, aveva cominciato a circolare nel centrodestra fiorentino. Poi è arrivato il pranzo romano che ha riacceso i riflettori sul direttore. Come racconta Il Foglio, alcuni giorni fa si sono ritrovati intorno al tavolo del ristorante Casa Bleve, a due passi dal Senato, l’archistar Santiago Calatrava, l’ex direttore degli Uffizi e il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, a cui si è aggiunto in corsa il plenipotenziario di FdI in Toscana, Giovanni Donzelli. L’incontro tra il colonnello meloniano e il direttore, sotto l’occhio attento del ministro, che sarebbe da sempre uno sponsor della candidatura di Schmidt, non può che far drizzare le antenne. Difficile credere che sul menù non ci fosse anche la partita fiorentina. E a confermare che l’ipotesi Schmidt è più viva che ma lunedì 11 febbraio è stato il capogruppo di FdI. «Abbiamo temporeggiato perché questa volta la candidatura è autorevole. Temporeggiando abbiamo lasciato riemergere ferite e dissidi interni al centrosinistra, latenti ma che abbiamo già visto con la cacciata di Martini e Del Re dalla giunta prima e di cui sono rimasti strascichi». Tutta strategia, il centrodestra il nome da spendere lo ha, ma perché permettere alla sinistra di compattarsi contro questa figura quando è molto più conveniente stare in disparte ad assistere ai cannoneggiamenti costanti degli ex dem verso la giunta, alla scissione perenne della sinistra, alle ripicche e ai veti?
Intanto a sinistra
E la sinistra non ha deluso gli avversari, i candidati che pescano voti in quell’area si moltiplicano giorno dopo giorno, alcuni sono già partiti, Funaro, Saccardi e Palagi, altri stanno costruendo nuovi soggetti politici, Montanari e Del Re, altri ancora si guardano intorno come il Movimento 5 stelle. «Non abbiamo lanciato il nome forte subito – prosegue Draghi – questa strategia ci porterà al successo. Cinque anni fa abbiamo annunciato subito Bocci, poi l’abbiamo messo nel congelatore per poi tirarlo fuori il primo di aprile, come se fosse un pesce». Le cose questa volta andranno diversamente, si ipotizza una campagna lampo, anche perché una corsa fast eviterebbe a Schmidt di abbandonare subito il suo ruolo a Capodimonte, il capogruppo di FdI pensa che il nodo possa essere sciolto entro il 4 marzo. E il nome, come conferma Draghi, potrebbe essere proprio quello del direttore: «È molto probabile – rompe gli indugi – anche perché il civico secondo i nostri sondaggi parte da un 30% in su rispetto a un politico». Su Schmidt c’è l’accordo di tutta la coalizione, in più il profilo del direttore, che si è definito «antifascista, democratico di centro ma anche un po’ di sinistra», potrebbe essere davvero il migliore per scongiurare l’appello all’unità e al voto utile contro il pericolo nero. Tutti temi da mettere sul piatto nel coordinamento in programma per la sera di mercoledì 14 febbraio.

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