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Firenze, è morto in Svizzera Daniele Pugliese: ha scelto la via del suicidio assistito

di Valentina Tisi

	Daniele Pugliese
Daniele Pugliese

L’annuncio della famiglia: «Ha posto fine alle sue sofferenze il 7 febbraio»

09 febbraio 2024
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FIRENZE. Ha deciso di fermarsi alle sue condizioni, combattendo fino alla fine quella battaglia per la libertà di scelta sul fine vita a cui ha dedicato una parte importante della sua esistenza. Ha scelto la strada del suicidio assistito. Così se n’è andato a 67 anni il giornalista e scrittore Daniele Pugliese, tornese di nascita ma fiorentino d’adozione, firma per molti anni de l’Unità, fondatore di ToscanaNotizie e capo dell’ufficio stampa dell’Asl 10.

A dare la notizia della sua morte i familiari e gli amici più stretti: «Daniele ha posto fine alle sue sofferenze – Ieri (mercoledì, ndc) 7 febbraio, in Svizzera, sotto assistenza medica, ha compiuto la scelta consapevole di terminare la propria esistenza. Proprio lui che si era sempre battuto per il rispetto delle decisioni personali, per il testamento biologico, l’eutanasia». Una vita spesa tra attivismo e giornalismo la sua: «In gioventù – ripercorrono le tappe della sua vita i familiari – è stato attivo nel movimento studentesco. Ha lavorato per 25 anni a l’Unità uscendone, quando il giornale venne chiuso, con la qualifica di vicedirettore. Fondatore dell’agenzia di informazione della Regione Toscana, Toscana Notizie, è stato anche l’artefice dell’associazione culturale e casa editrice Tessere. Ha dato vita anche all’associazione “Sotto la Mole”, per conservare la memoria della stampa comunista. Ha scritto numerosi libri, da una storia del Pci a uno dedicato alla nascita del movimento cooperativo, fino alla storia del sigaro toscano. E poi i racconti “Sempre più verso Occidente”, la novella “Io la salverò signorina Else”, il saggio sull’idea della fine del mondo “Apocalisse, il giorno dopo”, la raccolta di interviste “Appropriazione indebita”, una biografia di Primo Levi “Questo è un uomo”». Un’attività portata avanti senza risparmiarsi, anche negli anni più difficili, quelli in cui, nonostante fosse provato dalla malattia «che gli provocava un dolore fisico intenso e inarrestabile», era riuscito a pubblicare il saggio “Fenomenologia dello spirito delle Higlands. Considerazioni filosofiche sull’alcolismo” e il romanzo d’ispirazione mitologica “Skià. La dea dell’ombra rimossa”. «Fino alla fine – prosegue la famiglia – ha lavorato a riordinare i suoi scritti inediti che verranno presto pubblicati in sua memoria».

Amici e familiari hanno voluto ricordare il giornalista scomparso prendendo in prestito proprio le sue ultime parole: «Sono molto sereno. Sono convinto di quello che sto facendo e lo faccio per il mio bene. Ricordo con affetto le tante persone amiche e vado via soddisfatto. Fate una festa per ricordarmi, un abbraccio a tutti». Daniele, concludono, «ha scelto la cremazione e la dispersione delle ceneri sulla cima del monte Cristallo a Cortina d’Ampezzo, un luogo che amava tanto. La sua preziosa biblioteca oltre all’archivio personale troveranno casa all’Istituto Gramsci di Bologna».

Profondo cordoglio per la scomparsa del giornalista è stato espresso anche dall’Ordine Giornalisti della Toscana e dell’Associazione stampa. Il sindacato lo ricorda «come un professionista attento, impegnato, capace d’insegnare senza salire in cattedra, come scrivono i colleghi che hanno lavorato con lui a Toscana Notizie, trasformando l’ufficio stampa di un ente pubblico in una dinamica redazione, restando sempre molto corretto nelle relazioni umane e sindacali. Scorza piemontese con afflato toscano. Riposa in pace, caro Daniele».  

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