Sicurezza
Droga a Firenze, la dottoressa Iozzi: «Ora l’emergenza è il crack associato ad alcol e cannabis»
La direttrice del Serd Firenze Centro segnala un forte aumento dei consumatori: «Da non sottovalutare catinone e shaboo»
«È difficile tenere sotto controllo il fenomeno delle tossicodipendenze perché cambia molto velocemente e di conseguenza dobbiamo riadattare i servizi che proponiamo. Nel 2023 abbiamo registrato un forte aumento di consumatori di cocaina e crack che di solito viene associato ad altre sostanze quali alcol e cannabis. Parliamo, quindi, di polidipendenze o policonsumi». Con queste parole la dottoressa Adriana Iozzi, direttrice del Servizio per le dipendenze patologiche Ufc Serd Firenze Centro, spiega la difficile situazione relativa al consumo di droghe nel capoluogo toscano.
Quale è l’andamento del consumo di droghe a Firenze?
«Ancora i dati del 2023 non sono disponibili ma si è registrato un aumento. Nel 2022 al Serd di Firenze Centro sono stati presi in carico 2.654 pazienti. Durante la pandemia abbiamo registrato una lieve diminuzione, per poi risalire nel periodo post-pandemico. Di questi duemila pazienti 1.600 facevano uso di sostanze stupefacenti, 600 invece erano alcolisti e tabagisti e altri 200 giocatori d’azzardo. Al Serd ci occupiamo di varie tipologie di dipendenze, ognuna delle quali necessita di un’attenzione particolare e di un percorso appositamente dedicato».
Quali sono le sostanze stupefacenti più utilizzate?
«È cresciuto in modo esponenziale il crack ma anche la cocaina rimane tra le più usate. In entrambi i casi si tratta di policonsumi o polidipendenze per cui le sostanze vengono assunte insieme a un collante quale alcol o cannabis. Non sono da sottovalutare anche le sostanze psicoattive, e quindi eccitanti, potenti, che causano danni non indifferenti, quali il catinone, simile all’anfetamina che ha un effetto stimolante, o lo shaboo, una droga eccitante proveniente dalle Filippine che si presenta in forma di granuli e si consuma fumandola in pipette».
E tra i giovani, quale è la droga più consumata?
«Anche tra i giovani, e i giovani adulti, c’è un uso consistente di cocaina e crack. In particolar modo quest’ultimo perché ha un effetto più intenso della cocaina con conseguenze quali scioltezza comunicativa, euforia, disinibizione, vivacità e forte eccitazione. Tra le sostanze maggiormente usate dai giovani troviamo anche l’alcol, la cannabis e l’abuso di psicofarmaci. Da non sottovalutare anche lo shaboo e gli oppioidi».
Quale è il target di riferimento dei giovani che si rivolgono al Serd?
«Difficile delineare un target di riferimento, gli spaccati di vita che si vedono al Serd sono molti e tutti diversi tra loro. La maggior parte sono minori stranieri non accompagnati che, a causa della loro tragica storia personale, iniziano a far uso di sostanze come la cannabis spesso accompagnata da alcol. Un altro spaccato molto frequente riguarda i giovani con disturbi del neurosviluppo, a volte non diagnosticati, che decidono di curare da soli. In altre parole: si curano con le sostanze».
Quali sono i primi segnali per capire che una persona sta iniziando a far uso di droghe?
«I segnali non devono essere sottovalutati e noi mettiamo a disposizione anche dei colloqui gratuiti per genitori, insegnanti o adulti che vivono a stretto contatto con giovani o persone che iniziano a far uso di droghe proprio per cercare di individuare il prima possibile comportamenti anomali perché prima si interviene e meglio è. I primi campanelli d’allarme riguardano una maggiore irritabilità, se il ragazzo inizia a trascurare scuola e amici, il non controllo degli impulsi, un rapido cambiamento dell’umore. Sono tutti segnali forti che è difficile non notare e che vengono, solitamente, applicati in qualsiasi campo della vita quotidiana».
Come fare per rivolgersi al Serd?
«A Firenze esistono due strutture: quella di Firenze Centro per i quartieri uno e due e una di Coverciano per i quartieri tre e quattro. È possibile entrare tramite accesso diretto senza richiesta medica. Consigliamo sempre di telefonare per fissare un appuntamento che, di solito, diamo entro una settimana. Dopodiché procediamo con il colloquio di assistenza e la visita medica, infine una valutazione che coinvolge anche i familiari e le persone vicine».
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