Nuova vita alla palazzina sgomberata Sarà la casa di 12 persone in difficoltà
Due i lotti di interventi previsti: l’investimento della Asl è di 750mila euro
FIRENZE. Dodici appartamenti ad uso residenziale e un piano dedicato al progetto “Abitare Supportato” che ha come obiettivo quello di facilitare il reintegro di persone, affette da problemi di salute mentale, nella quotidianità. Torna a splendere l’edificio di via del Ponte di Mezzo 27 a Firenze, di proprietà dell’Asl Toscana Centro, che è stato per sette anni occupato da inquilini abusivi. Alcuni membri del Comitato Studentesco Universitario vi si insediarono nei primi mesi del 2016 e hanno lasciato l’edificio solo il 17 agosto 2023 a seguito di uno sgombero indetto dalla Digos avvenuto nelle prime ore del mattino.
Un’operazione, questa, che permetterà di dare avvio ai lavori di ripristino e riqualificazione dell’intero immobile. Al momento dello sgombero la palazzina si presentava in uno stato di abbandono con mobili, oggetti, suppellettili, rifiuti e danneggiamenti sia esterni che interni provocati da chi vi abitava illegalmente. Una volta proceduto con la rimozione degli effetti personali degli occupanti e della pulizia degli spazi interni, conclusa il 19 settembre scorso, è stato possibile avviare il progetto di riqualificazione. Il principale obiettivo è quello di rendere l’immobile nuovamente abitabile e di creare soluzioni abitative non definitive legate alla creazione di percorsi autonomi per persone affette da problemi di salute mentale.
Gli appartamenti saranno messi a disposizione dei cittadini residenti nei territori di Firenze, Empoli, Prato e Pistoia e la scelta dell’immobile da parte della Asl deriva proprio dalla sua localizzazione strategica. Si tratta, infatti, di una zona ricca di risorse, con molte strutture a carattere ricreativo e ben collegata sia a piedi che in autobus o in tramvia. Da qua si raggiungono i centri commerciali e dista poche centinaia di metri dal centro diurno. Tra gli interventi più complessi, e quindi quelli più urgenti e che necessitano di attenzioni mirate, ci sono gli impianti elettrici, idrico sanitari e climatizzazione, fortemente danneggiati durante l’occupazione, ma anche le partizioni interne, gli infissi e le finiture interne ed esterne. In un secondo momento, sarà effettuata la rigenerazione degli spazi comuni che saranno attrezzati in modo da essere utilizzati dai residenti.
Composta da dodici unità immobiliari ad uso residenziale e abitativo, la palazzina è provvista di una scala condominiale con ascensore. Inoltre, sono presenti la loggia d’ingresso, il vano scala e alcuni spazi ad uso comune al piano terra e nel sottotetto. Per procedere con la riqualificazione dell’intero immobile è necessario suddividere il lavoro in due fasi che verranno realizzate in due anni separati. Quest’anno si comincerà con il ripristino del piano terra e del primo piano e, di conseguenza, sarà possibile usufruire di sette appartamenti e delle zone comuni. Verranno, inoltre, effettuati i lavori su elementi esterni dell’edificio come tetto e facciate. Per evitare interferenze tra gli operatori del cantiere e i residenti, i piani superiori rimarranno disabitati fino al completamento delle opere previste per il 2025, anno in cui inizierà la seconda fase dei lavori.
Nella prima fase gli interventi riguarderanno prevalentemente il ripristino della copertura, opere murarie interne, sostituzione di impianti elettrici, riqualifica dell’impianto idrico sanitario e rinnovo dell’impianto di climatizzazione. I lavori effettuati nella prima fase, e realizzati entro la fine del 2024 con una durata di circa cinque mesi, ammontano a 475mila euro mentre quelli della fase due, che verranno eseguiti a partire dal 2025 con una durata di circa tre mesi, e che prevedono il ripristino degli appartamenti del secondo e terzo piano, ammontano a 275mila euro. Si tratta di un investimento di 750mila euro per riqualificare e rendere abitabile l’intera palazzina.
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