Sicurezza
Dardust chiude il tour a Firenze: sul palco anche Samuele Bersani
Al teatro Verdi arriva il futuristico show in due atti tra musica classica ed elettronica. Dopo aver firmato grandi successi sanremesi anche nel 2024 troviamo la sua firma nelle canzoni in gara
FIRENZE. Dopo cinque concerti si conclude a Firenze il "Duality + Guests" tour di Dardust. Per queste date il pianista, compositore, produttore ha invitato sul palco ogni sera un ospite diverso con cui interagisce musicalmente. Per il concerto conclusivo di Firenze di domani sera, 3 febbraio, al Teatro Verdi il musicista marchigiano sarà raggiunto da Samuele Bersani.
Da anni Dardust, all’anagrafe Dario Faini, divide la sua produzione artistica e quella concertistica tra due mondi differenti: la musica contemporanea solo piano e l’anima elettronica. Un suo concerto significa spostarsi dalle atmosfere emotive del piano solo, di chiara derivazione classica per quanto attuale (right hemisphere), all’istintività, alla fisicità delle atmosfere da club segnate da sintetizzatori e suoni di grande attualità (left hemisphere). «Mi piace andare agli estremi, senza vie di mezzo - afferma Dardust - "Duality" sono due concerti in uno, con due musicisti apparentemente diversi sul palco, due suoni e due grandezze sonore diverse, due mondi immaginari paralleli che non si incontreranno mai».
È una visione molto ampia che Dario vive con normalità. «Attraversare due mondi è una sfida - dice - ma la vivo bene, la lascio vivere, non la giudico. È una grande risorsa che mi rende diverso. Non riuscirei a pensare al piano solo, che è il momento più rischioso, senza lo switch della seconda parte con i synth, ma nemmeno il contrario. È un crescendo dove la prima parte è intima ed emotiva, il secondo atto è più fisico, con le emozioni del corpo. La prima parte - sottolinea - è intensa, quella elettronica è spensieratezza, energia».
Il pubblico è affascinato e asseconda questo suo percorso all’interno del concerto. «Il pubblico vive bene questo dualismo perché percepisce che è un concerto fuori dagli schemi. Anche nella prima parte - spiega - ci sono elementi scenografici fondamentali che creano un racconto teatrale abbinato al piano solo e lo rendono diverso». Infatti oltre la musica c’è un grande supporto video con visual, differenti in base al momento del concerto.
«È un racconto visivo che è importante quanto quello musicale, che porta gli spettatori in una terza dimensione dove la musica strumentale è la colonna sonora dei propri pensieri o di quelli che le immagini suggeriscono». A far da "cerniera" tra i due mondi l’ospite della serata. In questa parte di tour con Dardust si sono esibiti: Saturnino, Elodie, Franco126, Elisa e Samuele Bersani a Firenze. «Sono tutti artisti con cui ho lavorato o con cui c’è una stima reciproca. Samuele Bersani - spiega - lo stimo molto perché lo trovo un cantautore non convenzionale. Non abbiamo mai lavorato insieme in studio - prosegue Dario - ma lo avevo chiamato a "La notte della taranta" perché anche a lui piace farsi contaminare».
Dardust è stato Maestro Concertatore a Melpignano nel 2022. «Quella - continua - fu una bella esperienza e così l’ho voluto con piacere ospite nell’ultima serata. Lui - anticipa il compositore - salirà sul palco tra la prima e la seconda parte, un momento intimo dove c’è spazio per l’emozione prima di lasciarsi andare. Io sarò al piano, con me Alessio Cavalazzi il violinista che mi accompagna e Samuele farà due brani. Uno sarà "Bascarola albanese" al quale sono legato che proporrà in chiave minimale intensa e diretta».
Tra tutti gli ospiti che lo hanno accompagnato in quest’avventura teatrale, iniziata a fine novembre, chi l’ha colpito di più è stata Elisa. «Si è messa in gioco ed è salita sul palco anche nel secondo atto e ha scritto una nuova canzone su una base elettronica. Si è impegnata come fosse un suo spettacolo». Ma d’altronde il rapporto tra loro è consolidato e profondo. «Basta guardarci per capire cosa fare. Condividiamo molto, anche in maniera profonda» ammette il pianista compositore.
Il profondo rapporto con le immagini che è presente in questo tour proseguirà anche oltre i live. Dardust infatti sta lavorando alla colonna sonora di "A mani nude", il nuovo film di Mauro Mancini (già regista di "Non odiare" del 2022). «È la mia prima colonna sonora - dice Dario - e sono molto contento perché anche qui potrò esprimere le mie due anime. Il film è diviso da una trasformazione che porta da un mondo scuro, nervoso, elettronico pieno di tensione a una seconda parte che vive più sul risvolto emozionale e quindi c’è spazio per il piano. Aspettavo da tempo una cosa così - dice contento - Mi hanno fatto tante proposte in questi anni ma mai avevo trovato un’opera giusta per il debutto. Questo film è perfetto e mi è anche permesso di lavorare in grande libertà».
Dopo aver firmato grandi successi sanremesi ("Soldi" su tutte con cui vinse Mahmood nel 2019) anche nel 2024 troviamo la sua firma nelle canzoni in gara. Ha infatti co scritto con Madame "La noia" di Angelina Mango e "Pazzo di te" di Nek e Renga dove appare insieme a Diego Mancino e Paolo Chiaravalli.
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