Il Tirreno

Firenze

L’allarme

Sicurezza, a Firenze i comitati alzano la voce: «Siamo pronti a protestare di notte»

di Giulia Poggiali

	Il presidio di cittadini e comitati arrivato fin sotto la Prefettura
◗
Il presidio di cittadini e comitati arrivato fin sotto la Prefettura

Sit-in dei cittadini: «Nell’area metropolitana si contano 3mila furti al mese»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Sono servite riunioni, gruppi Whatsapp e un discreto tam tam mediatico. Ma, dopo settimane di attesa, il sit-in dei comitati cittadini per la sicurezza è stato organizzato. In piazza Duomo, circa 120 persone, si sono date appuntamento con maracas, fischietti e striscioni a tema, per farsi ascoltare una volta per tutte e per dimostrare che residenti e commercianti si sentono esclusi e inascoltati. 

Se i problemi riguardo lo spaccio e l’ubriachezza molesta non finiranno, i comitati cittadini sono pronti a scendere in piazza la sera, la fascia oraria che definiscono più critica. «Questo è un piccolo sit-in - ha spiegato Raffaele Madeo, presidente dei ristoratori Toscana Tni -. Ci prendiamo dieci giorni, la prossima protesta sarà di notte: alle Cascine, alla stazione, faremo vedere com’è la situazione. È inutile dare bonus ai commercianti, bisogna risolvere la situazione». Le richieste avanzate dagli oltre 20 comitati presenti in piazza, che vanno dalla creazione del Cpr a quella dei "pattuglioni", sono state accolte dalla prefettura che ha garantito di fornire una risposta concreta ai cittadini entro 10 giorni, altrimenti i manifestanti hanno detto che scenderanno in piazza «ancora una volta», come ha sottolineato il presidente del comitato Cittadini attivi San Jacopino Simone Gianfaldoni. Ma sono tante le richieste, tutte volte a fronteggiare le vetrine infrante dei negozi della nostra città, i furti e le molestie che purtroppo, perché sconfortati, i residenti stentano a denunciare.

Ci sono alcune zone più critiche, ma quel che accomuna residenti e commercianti è la sensazione che persista l’impunità a danno di chi «rispetta le regole». Da qui la necessità di provare a difendersi in ogni modo, anche «coi bastoni» quant’altro, di chiudere le porte dei negozi e di scegliere la clientela da accogliere: «Noi abbiamo i bastoni nei negozi e siamo pronti a intervenire fisicamente - ha spiegato Fabrizio Carabba, presidente associazione Borgognissanti -. D’altronde abbiamo chiesto l’arrivo dell’esercito ma dal Comune mi è stato risposto "Fabrizio, dai, l’esercito non ce lo meritiamo". E allora noi dobbiamo tenere i bastoni». Il quartiere di Borgo Ognissanti, insieme a San Jacopino, Leopolda, è uno dei più colpiti dal fenomeno delle spaccate.

Alcuni commercianti non vogliono installare il bandone, che potrebbe essere utile a impedire ulteriori spaccate provocate da cartelli e tombini, perché «in questo modo sarebbe come ammettere una sconfitta dello Stato, significa blindare Firenze», come ha sottolineato Gianfaldoni. In mezzo alla piazza, si passano il microfono i diversi presidenti dei comitati, che a turno, espongono le proprie idee e motivano il loro sconforto. Tra loro, Vittorio Pasqua, vicepresidente dell’associazione nazionale ambulanti, che con tono angosciato, ha parlato, nell’area metropolitana, di «3mila furti al mese», molti di questi non denunciati, perché «come posso denunciare un singolo oggetto rubato, magari al banco di un mercato? Non ne vale la pena».

Tra i manifestanti, erano presenti pure diversi genitori. Anche loro sono stanchi di dover sentire i propri figli lamentarsi della delinquenza che domina le vie anche di alcuni istituti scolastici, come la Victor Hugo in via della Scala, vicino alla stazione. La scuola è da tempo vittima di continui attacchi da parte di soggetti che spacciano, urinano e defecano davanti al portone della scuola. Non solo: importunano i ragazzini e gli anziani che frequentano il bar vicino. «Dobbiamo fare le corse per portare e andare a riprendere i nostri figli da scuola, perché non ci sentiamo al sicuro- spiega Eva Balli, presidente dell’associazione genitori degli allievi del Lycée Victor Hugo-. Prima si parlava di episodi sporadici, ma adesso tutti i giorni ce n’è una».

I genitori della scuola sono disposti a finanziare un servizio di vigilanza privata, soprattutto dopo la delusione provata a seguito delle risposte da parte dell’amministrazione a cui si è rivolta anche l’ambasciata francese. Dello stessa opinione anche una madre che è stata costretta a vedere il proprio figlio chiuso in casa per un anno, dopo essere stato vittima di una rapina in centro: «Anche se adesso è cresciuto, provo apprensione perché quando fa tardi la sera, potrebbe accadere di tutto. Questa percezione di scarsa sicurezza è ovunque, non solo in centro, ma anche in periferia», conclude Carmen Menichetti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa