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Stadio Franchi, Giani: «È possibile ritardare i lavori»

di Danilo Renzullo

	Uno dei rendering dello stadio Franchi
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Uno dei rendering dello stadio Franchi

Giani al lavoro col ministro Fitto: «È disponibile a trovare una soluzione. Presto un tavolo nazionale sul Franchi: lo convocherà la prefetta Ferrandino»

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FIRENZE. Il ministero dell’Economia ha sì chiuso la porta in faccia al Comune di Firenze, in merito ad una eventuale proroga sui tempi del restyling dello stadio Franchi, ma a tendere una mano a Nardella potrebbe essere il ministro per gli Affari europei e Pnrr Raffaele Fitto che avrebbe aperto ad una possibile proroga per i lavori. O, almeno, non chiuso. «Ho parlato incidentalmente con lui a margine dell’appuntamento per la costruzione dell’accordo di programma Stato-Regioni sul fondo di sviluppo e coesione – racconta il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. È stata l’occasione per scambiare due battute sul tema dell’impianto sportivo della città. L’ho trovato responsabile e disponibile nel trovare una soluzione per cominciare i lavori in ritardo, in modo da poter offrire con più concretezza la soluzione di dove giocherà la Fiorentina». Non si è parlato di tempi, al momento sarebbe ancora prematuro, ma quel che è certo è che presto la prefetta di Firenze Francesca Ferrandino organizzerà un tavolo specifico a cui parteciperanno tutti i ministri interessati. «Ci sarà Abodi, per lo Sport, e anche Piantedosi, per l’Interno. Non è stata fissata una data, ma il percorso di dialogo continuerà, non si fermerà proprio ora», aggiunge il governatore. Giani, dal canto suo, non ha dubbi: un procrastinare in avanti la lancetta dell’orologio per quanto riguarda l’inizio dei lavori non può tecnicamente rappresentare un “precedente” pericoloso magari per altre realtà, alle prese con altri cantieri. «Qui stiamo agendo nel campo del fondo complementare: quello che conta è il termine finale e, comunque, ogni intervento, ha la sua storia», specifica.

Il sindaco Nardella, nelle scorse settimane, aveva inviato una lettera coinvolgendo, oltre a Fitto, anche i ministri Giorgetti e Sangiuliano con l’obiettivo di evitare forti disagi sia alla società viola che alla città: la questione, poi, è deflagrata anche in considerazione della contestazione portata avanti dalla Curva in occasione della gara contro l’Udinese, tra striscioni al vetriolo e cori di disapprovazione nei riguardi del sindaco. L’obiettivo, in questo momento, è quello di ottenere il via libera a far iniziare i lavori tra un anno, in modo da esser pronti a mettere sul piatto l’ultimazione dell’impianto temporaneo, quel Padovani dove a breve cominceranno i lavori di ristrutturazione finanziati per 10 milioni dall’amministrazione comunale. È vero, all’appello ne mancano ancora cinque, ma quello che conta, secondo quanto filtra da Palazzo Vecchio, è cominciare, provando nel frattempo a lanciare un project in grado di coprire la cifra di denaro ancora mancante, alla luce del niet arrivato fino ad oggi dalla stessa Fiorentina.

Il dialogo tra Firenze e Roma, insomma, va avanti, serrato e con il coinvolgimento di tutte le parti in causa. Ci sono 150 milioni figli del fondo nazionale complementare per la ristrutturazione del Franchi, monumento nazionale, e nessuno ha intenzione di compromettere nulla: il Franchi, come ha ripetuto più volte il sindaco, non farà la fine del Flaminio. «Sullo stadio ho già detto tutto e tornerò a farlo nei prossimi giorni – ha concluso Nardella –. Stiamo lavorando: non abbiamo mai smesso di farlo, con l’obiettivo di trovare, tutti, la migliore soluzione possibile per chiudere il cerchio». 
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