Il Tirreno

Firenze

Politica

Elezioni a Firenze, a destra l’ipotesi primarie. Il Nazareno chiede un incontro a Iv

di Valentina Tisi
Eike Schmidt con alle spalle Palazzo Vecchio
◗
Eike Schmidt con alle spalle Palazzo Vecchio

Ceccardi: i gazebo se Schmidt decidesse di non correre. Ma lui resta in pole

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. E se Eike alla fine dicesse di no? Da mesi il direttore degli Uffizi è il papabile candidato in pole nel centrodestra, Schmidt a dicembre aveva ribadito che si sarebbe pronunciato sul suo eventuale futuro in politica a gennaio e, adesso che il nuovo anno è iniziato, si attende che il tedesco con cittadinanza italiana si esprima. Nell’attesa però nella coalizione ci si domanda cosa fare nel caso che, contro ogni pronostico, alla fine il direttore decida di non tentare la scalata a Palazzo Vecchio.

In quel caso il centrodestra potrebbe ricorrere allo strumento principe delle elezioni dem: le primarie. Ieri a ToscanaTv l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi ha aperto alla possibilità dei gazebo in caso di un no di Schmidt: «È un'ipotesi che noi abbiamo già lanciato in passato – dice l’ex sindaca di Cascina – Quando facciamo esprimere i cittadini non è mai sbagliato».

Lo strumento in fondo non dispiace neanche agli altri partiti del centrodestra, anche se usarlo così a ridosso delle elezioni rischierebbe di far affrontare la campagna elettorale fuori tempo massimo al tanto sospirato candidato.

«Le primarie mi sono sempre piaciute come strumento – sottolinea il capogruppo diFdI in consiglio regionale Francesco Torselli – Il mio non è un no a priori, ma si rischierebbe di arrivare lunghi e di perdere il vantaggio che potevamo avere». Calendario alla mano, nel caso arrivasse il no di Schmidt a fine mese, il centrodestra si troverebbe a dover mettere in piedi in fretta e furia la consultazione ai gazebo, esperienza che a differenza dei dem non hanno mai affrontato e che quindi richiederà un importante sforzo organizzativo. A quel punto il possibile vincitore delle primarie arriverebbe con gli altri partiti già abbondantemente lanciati nella campagna elettorale e dovrebbe recuperare anche lo svantaggio di essere la “seconda scelta” dopo la sfilza di endorsement raccolti in questi mesi dal direttore.

Ceccardi rassicura sulla tenuta della coalizione, corse in solitaria questa volta non sono ammesse, il rischio è di buttare via un ballottaggio quasi certo: «Da mesi siamo al lavoro con i segretari regionali sulla composizione delle liste, delle candidature e per trovare candidati unitari. Raramente ci siamo divisi, sono proprio eccezioni. E quest'anno, memori anche delle esperienze negative del passato, abbiamo uno spirito molto costruttivo e unitario, quindi arriveremo a candidature unitarie in tutti i comuni della Toscana». Mantenere l’unità è il mantra nel centrodestra, ma anche in casa Pd il tema comincia a diventare pressante. I dem lo sanno, i tempi sono cambiati, da soli non si va da nessuna parte e a forza di perdere pezzi il rischio di arrivare il ballottaggio in un clima da “tutti contro il Pd” è alto. Così, nonostante le schermaglie degli ultimi mesi, i dem continuano a tenere una porta aperta per Italia Viva. Perdere Firenze sarebbe una sconfitta troppo pesante per il partito a livello nazionale. Per questo dal Nazareno starebbero arrivando segnali per riallacciare il dialogo con i renziani, la segreteria romana starebbe infatti pensando di aprire un tavolo di confronto con Italia viva sulle elezioni fiorentine. Un dialogo a cui lavorerebbe anche il partito regionale, dal segretario Emiliano Fossi al presidente Eugenio Giani.

Un’apertura che però farebbe storcere il naso a qualcuno nel partito, non tanto nell’aria Schlein quanto in quella più vicina al sindaco Nardella. Inutile negarlo, la strada per un riavvicinamento con Renzi e i suoi è molto complicata, restano sul campo fratture importanti sui temi, dallo stadio alle multe, e poi c’è il nodo coalizione. Sinistra italiana lo ha ripetuto in tutte le salse, nuovi ingressi in coalizione devono avere l’approvazione di tutti i partiti che la compongono, se anche tra Pd e Iv scoppiasse la pace, bisognerebbe farlo accettare anche agli alti. E poi a quali condizioni i renziani accetterebbero? Un ruolo da vice per Saccardi? Difficile che l’attuale vicepresidente della Regione possa accettare di essere la numero due di Funaro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web