Il Tirreno

Firenze

Il caso

Si spaccia per avvocato sui social, lei s’innamora e gli dà 78mila euro: l’ha convinta così

di Matteo Leoni
Si spaccia per avvocato sui social, lei s’innamora e gli dà 78mila euro: l’ha convinta così

Firenze: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per l’uomo, un 28enne campano. La donna ha 26 anni

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FIRENZE. Si è spacciato per un giovane avvocato fiorentino, creando un falso profilo sui social, e così è riuscito a raggirare una donna di 26 anni, residente nel capoluogo toscano, facendola innamorare e convincendola a donargli decine di migliaia di euro. Con questa accusa la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio per un ventottenne del Casertano, accusato di truffa ed estorsione in concorso con un trentacinquenne, anche lui campano. Le indagini sul caso sono state dirette dalla pm Ester Nocera.

Secondo quanto accertato nel corso dell’inchiesta, sarebbero centinaia i bonifici che la vittima avrebbe fatto al suo innamorato, in realtà un uomo inesistente, tra il 6 gennaio e il 22 dicembre 2021. La somma totale dei soldi versati al presunto truffatore è di circa 78.000 euro. La donna è stata adescata usando la chat di messaggistica istantanea "Meet & Chat". Secondo la ricostruzione degli investigatori, il malvivente che si celava dietro al falso profilo, creato tra l’altro rubando le foto di un giovane residente in provincia di Napoli, ha prima guadagnato la sua fiducia, poi l’ha fatta innamorare di sé.

A questo punto, dopo averla convinta della sua volontà di instaurare con lei una relazione stabile pur senza averla mai incontrata, l’ha convinta a dargli del denaro. Le prime somme se le sarebbe fatte inviare, sempre attraverso delle ricariche di carte prepagate, a titolo di regalo. Poi l’avrebbe convinta a versare somme addirittura in nome del suo affetto per lei, per poterla salvare da alcuni presunti guai giudiziari in cui, a suo dire, la donna era finita perché legata a lui.

Con queste minacce, mascherate da disperati tentativi di aiutarla e di evitarle anni di carcere, il falso avvocato le avrebbe spillato miglia di euro al mese, per un anno, fino ad arrivare alla cifra complessiva di 78.617 euro. L’importo delle singole ricariche variava dai 50 ai 1.100 euro. Le minacce, è la tesi prospettata dall’accusa, consistevano nel prospettare atti di perquisizione, atti di arresto nei suoi confronti e anche dei suoi familiari, con pena da scontare in carcere in caso di mancato pagamento. Per rendere più credibile il tutto la donna sarebbe anche stata contattata al telefono da un presunto maresciallo dei carabinieri, e in un altro caso da un falso militare della guardia di finanza.

Il ventottenne l’avrebbe anche convinta di aver importanti entrature con un importante magistrato, dicendo che era un amico e collega di suo padre. L’uomo, a suo dire, sarebbe stato disposto a bloccare le azioni delle forze dell’ordine contro di lei, ovviamente dietro il pagamento di denaro. In aggiunta il truffatore le avrebbe anche comunicato di un omicidio avvenuto di recente, dicendo che lei era accusata di aver informazioni sul crimine in questione. Per non essere coinvolta avrebbe dovuto, ancora una volta, effettuare dei pagamenti tramite bonifici.

Oltre a questo, per risultare ancora più convincenti il falso avvocato e il suo complice avrebbero anche fabbricato falsi atti giudiziari, provenienti dal ministero e dal tribunale, che poi avrebbero inviato alla donna in formato elettronico, affinché il loro racconto fosse ancora più credibile.


 

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