Lutto
Fiorentina, vertice ad alta tensione sullo stadio: lo schiaffo del ministero, il nuovo no di Empoli e le alternative
In Prefettura un passaggio importante per individuare la casa provvisoria dei viola: ecco chi siederà al tavolo
FIRENZE. Gli occhi sono tutti puntati su Palazzo Medici Riccardi, sulla Prefettura di Firenze. Oggi pomeriggio (giovedì 11), alle 17, si aggiungerà un altro tassello al complicato puzzle da comporre per capire dove la Fiorentina giocherà le partite interne una volta che si apriranno i lavori di restyling dello stadio Franchi che ne imporranno il trasloco, dall’inizio della prossima stagione.
Lo schiaffo dal Ministero dell’Economia e delle finanze è già arrivato. Fonti del Mef hanno fatto sapere senza se e senza ma che non è competenza del governo metter bocca su un eventuale rinvio dei lavori, rispetto al rigido programma fissato per i fondi Pnc: al massimo, dovrà essere Gentiloni, commissario europeo a Bruxelles. Ecco perché il vertice in programma oggi alla presenza dei dirigenti viola, di quelli dell’Empoli, realtà logisticamente più vicina a Firenze e il cui stadio ha già l’agibilità per disputare gare di Serie A, dei sindaci delle due città Dario Nardella e Brenda Barnini, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e di una rappresentanza della Lega Calcio, assume ancora più importanza.
La Lega, che ha confermato la sua presenza, parteciperà con un tecnico che spiegherà «cosa prevedono le norme di iscrizione e autorizzazione, ma senza prendere alcuna posizione “politica” sul tema». La questione, insomma, è e resta complicata, almeno fin quando non sarà pronto il Padovani, il piano b del Comune di Firenze. È vero, qui mancano all’appello ancora 5 milioni necessari a completare il terzo lotto, ma la questione potrebbe essere bypassabile individuando uno sponsor.
Il “no” di Empoli
La prima cittadina di Empoli, anche ieri, ha ribadito il suo no ad aprire le porte del Castellani-Computer Gross Arena ai viola, adducendo motivazioni concrete: «Ospitare la Fiorentina significherebbe avere ogni week end una partita di calcio che blocca la città, una settimana quella dell’Empoli e a ruota quella dei viola. Siamo già al limite della sopportazione con le gare degli azzurri e gli altri eventi che si svolgono in quella zona. Come Nardella deve trovare una soluzione, io devo tutelare i cittadini di Empoli. Durante i giorni di gara, un intero quartiere si ferma: diecimila residenti subiscono limitazioni negli spostamenti. Inoltre, avere 15mila tifosi della Fiorentina potrebbe portare a momenti di tensione e a problemi di ordine pubblico con i tifosi empolesi. E questo le forze dell’ordine lo sanno bene, visto che il derby con gli azzurri è una delle gare più attenzionate».
Castellani ristrutturato
E poi c’è anche la questione, pratica, del restyling del Castellani. A breve, entro la fine di febbraio, sarà individuato il progetto di ristrutturazione dell’impianto. Una proposta è già arrivata, si attendono gli ultimi due preventivi per arrivare a chiudere il cerchio: qui, si procederà step by step; dunque, lo stadio resterà sempre aperto seppur con capienza limitata, anche a 12mila posti. A dire il vero, pare che i viola potrebbero accettare anche una soluzione con così pochi spettatori, seppur per un periodo limitato, aspettando la realizzazione dell’impianto temporaneo del Padovani, a Firenze, consapevoli che, con questi numeri, sarebbero moltissimi gli attuali abbonati (oltre 17mila) destinati a restare fuori.
Nessun altro impianto
In Toscana, facendo un breve screening degli impianti sportivi non c’è una soluzione in grado di ospitare le gare di Serie A della Fiorentina al di fuori di Empoli. Non può essere il Porta Elisa di Lucca, né il Picchi di Livorno. Non l’Arena Garibaldi di Pisa, né il Melani di Pistoia, il Lungobisenzio di Prato, lo stadio dei Marmi di Carrara o quello di Massa, di Arezzo, Siena o Grosseto. Il fatto è che anche in Emilia hanno chiuso le porte ai viola: si è sfilato il Modena, infastidito anche per il “blitz” a sorpresa del dg della Fiorentina Joe Barone per osservare da vicino l’impianto, e pure il Cesena, avrebbe manifestato dubbi e perplessità.
L’attacco di Renzi
Intanto, di stadio è tornato a parlare Matteo Renzi, senatore di Italia Viva. «Da cittadino sono curioso di capire come si possano buttare i soldi senza avere la copertura dell’intero importo del progetto. Manca metà del budget ed è un rabbercio che non sta in piedi, credo che in cuor suo lo sappia anche Nardella. Comunque ormai è andata: tra cinque mesi lui sarà a Bruxelles e si occuperà di altro, non è un tema suo»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
