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Il nodo

Stadio Franchi e il trasloco della Fiorentina: anche Modena dice di no, si spinge per il Castellani

di Francesca Bandinelli

	A sinistra uno dei rendering del Franchi ristrutturato. In alto a destra il Braglia di Modena, sotto il Castellani di Empoli
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A sinistra uno dei rendering del Franchi ristrutturato. In alto a destra il Braglia di Modena, sotto il Castellani di Empoli

Giovedì vertice in prefettura con Viola, Empoli e Lega calcio. Il club emiliano si tira fuori: «Stupiti dalla presenza di Barone»

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FIRENZE. La questione ruota sempre attorno al solito nodo, venuto ormai al pettine: dove giocherà la Fiorentina la prossima stagione? La data cerchiata in rosso sul calendario è quella di giovedì 11 gennaio quando, in Prefettura a Firenze, si terrà il vertice per valutare le varie ipotesi delle città che potranno ospitare le gare casalinghe di campionato della società del presidente Commisso.

Parteciperanno, come da programma, il sindaco Dario Nardella, il presidente della Regione Eugenio Giani, i dirigenti del club viola, la Lega Calcio, i rappresentanti delle forze dell’ordine, ma anche la prima cittadina di Empoli Brenda Barnini e naturalmente il presidente dell’Empoli, Fabrizio Corsi. Sì, perché il pressing sul Castellani-Computer Gross Arena, almeno sotto versante politico, continua: anzi, è sempre più stretto e incalzante. Specie dopo il comunicato ufficiale di ieri, diramato dal Modena Calcio, dopo la visita, a sorpresa, del dg dei toscani Joe Barone. All’elenco degli impianti che non apriranno le sue porte ai viola, stando a queste parole, va aggiunto anche il Braglia.
Il dirigente viola, sabato sera, dai microfoni di Sky aveva precisato: «Abbiamo incontrato la società del Modena nove mesi fa, abbiamo visto l’impianto. Oggi (sabato pomeriggio, ndr) sono stato a vederlo: se la Fiorentina dovesse andare a giocare lontano dal Franchi sarebbe un danno enorme, ma a oggi è una possibile realtà». Da ieri, però, l’impianto emiliano sembra uscire dalla corsa, senza se e senza ma: «Il Modena – si legge nella nota diffusa -, ci tiene a precisare che, dopo l’incontro di cortesia, svoltosi nella passata stagione, la nostra società non è stata più contattata dalla Fiorentina. Abbiamo appreso con stupore dagli organi di informazione della presenza, all’esterno dello stadio Braglia, nella giornata del 6 gennaio 2024, del dg della Fiorentina Barone e precisiamo che la nostra prima squadra svolge ancora tutti i suoi allenamenti al campo Zelocchi del Braglia, dove sono presenti la palestra per i calciatori, gli uffici del club, lo store ufficiale, la biglietteria e tutti i magazzini. Alla luce di queste considerazioni, e in forza della convenzione in essere, è doveroso chiarire che non è contemplabile la possibilità che lo stadio Braglia possa essere usato per ospitare le partite interne della Fiorentina».

Ecco perché, anche giovedì si farà di tutto per caldeggiare ulteriormente l’ipotesi di un “trasloco” entro i confini della provincia, a Empoli. Gli ostacoli, al di là della ferma posizione della sindaca Barnini, comunque non mancano. Anche perché a breve sarà presentato il progetto di restyling dello stesso Castellani, che potrebbe cominciare al termine della stagione in corso, anche se con una modalità “step by step”, per consentire ai tifosi di stare vicino alla squadra, al di là della capienza ridotta. La politica fiorentina spinge in questa direzione: lo ha fatto capire Nardella («Ho sempre detto che le soluzioni si trovano se tutti fanno la loro parte») e lo ha ribadito pure il governatore Giani («Qui si giocano questioni che riguardano il prestigio della Regione e l’ordine pubblico. Vanno ascoltati la sindaca Barnini e il presidente Corsi»).

Un punto d’incontro, eventualmente, potrebbe essere trovato a metà strada, ovvero nella concessione del Castellani per le gare interne della Fiorentina, ma con restrizioni sistematiche per le tifoserie ospiti, come per altro accaduto a Udine, in occasione del rifacimento del vecchio Friuli. In quel caso, di volta in volta, era il Gos della Questura a interdire la vendita dei tagliandi ai residenti nelle regioni delle squadre avversarie. E chissà che questa evenienza non possa magari essere riproposta anche in questa circostanza. Quel che è certo è che entro il 30 aprile, la Fiorentina dovrà comunicare alla Uefa (il termine è perentorio) l’impianto con regolare licenza in cui disputare le eventuali partite internazionali: il Mapei di Reggio Emilia, al momento, pare la soluzione più praticabile. Entro il 4 giugno, invece, a Lega e Federcalcio dovrà essere indicata la sede delle partite interne di Serie A. Il tempo stringe e le soluzioni, come la margherita, rischiano di avere sempre meno petali a cui attingere. 
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