Sicurezza
Firenze, secchi o danneggiati: 80 alberi da abbattere
Interventi di rimozione e sostituzione nei Quartieri 3 e 4 Giorgio: «Il verde aumenta: 4.800 piantumazioni in un anno»
FIRENZE. Una Firenze più verde e più sicura è possibile, grazie ai continui controlli effettuati sul verde urbano. Operazione che, tuttavia, comporta una serie di accorgimenti, tra cui l’abbattimento degli alberi che, a seguito di diverse analisi, risultano potenzialmente pericolosi, in quanto a «rischio estremo di cedimento». Ma niente paura, perché al loro posto non ci sarà cemento, ma altri alberi che col tempo cresceranno sostituendo i loro antenati.
Nell’ambito della manutenzione programmata dalla Direzione ambiente di Palazzo Vecchio è stato deciso l’abbattimento di circa 80 alberi nei Quartieri 3 e 4. Sottoposti a rigidi controlli da parte di tecnici professionisti, molti sono risultati secchi o danneggiati da eventi meteorologici e quindi potenzialmente pericolosi. Si tratta di cedri, abeti, tigli, querce rosse, olmi, pini domestici e cipressi mediterranei. Poco più di 80 alberi (da tagliare o già rimossi) su un patrimonio totale, quello che vantano i due Quartieri, di circa 24.200 piante. In città gli alberi sono oltre 74mila, numero in continuo aumento per gli interventi di forestazione urbana in atto. «La città ha un patrimonio verde importante che vogliamo incrementare, ma anche proteggere – afferma l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio – seguendo scrupolosamente i protocolli più affidabili presi a riferimento anche a livello internazionale e adottati dalla Società italiana di arboricoltura, per garantire il più possibile la sicurezza delle persone. Quest’anno abbiamo svolto 22.200 Vta (Visual tree assessment) e abbiamo controllato circa 1.200 alberi dei giardini scolastici grazie a un emendamento al bilancio pluriennale di 300mila euro. Sono state effettuate valutazioni strumentali con prove penetrometriche, prove di trazione, scalzamenti manuali dell’apparato radicale, tomografie e controlli in quota. Questo piano, realizzato con i tecnici dell’amministrazione e il supporto di esperti e professionisti – aggiunge l’assessore –, ha dato risultati confortanti che confermano l’affidabilità degli strumenti adottati per verificare lo stato di salute degli alberi e che ci aiuteranno a diminuire ulteriormente il rischio».
Oltre ai controlli, l’amministrazione è al lavoro per aumentare il numero di alberi totali in città, considerato come un valido strumento per contrastare l’aumento delle temperature e delle isole di calore: le piante sono nostre alleate, in grado non solo di rendere più piacevole il paesaggio cittadino, ma anche di migliorare la vivibilità. «Nel 2023 abbiamo piantato oltre 4.800 alberi, di cui 1.200 con fondi europei. La città oggi ha più alberi e più sicuri», sottolinea Giorgio.
Le piante soggette a rimozione si trovano anche nei giardini delle scuole fiorentine: dalla scuola materna “Montagnola” e l’elementare “Bandinelli”, fino agli asili nido “La coccinella” e “Pollicino”. Controlli minuziosi e rimozioni impattanti sono fondamentali per garantire la sicurezza necessaria, anche e soprattutto per evitare eventi spiacevoli e potenzialmente pericolosi, come la caduta improvvisa di piante lungo le strade o, peggio, su edifici e persone. La prevenzione si dimostra quindi fondamentale, anche se è impossibile garantire il rischio zero. Già nei mesi scorsi, il Comune ha messo in campo un ampio piano di controllo e verifiche, soprattutto nelle zone più a rischio. I continui e costanti controlli effettuati nelle scuole e nei nidi della città offrono anche la possibilità di mandare un messaggio di attenzione ai lavoratori dei servizi scolastici, alle famiglie e ai bambini, come ricordò l'assessora al welfare Sara Funaro: «La socialità all’aperto, in mezzo al verde, deve esserci e deve essere coltivata perché è un pezzo fondamentale dei percorsi educativi dei nostri bambini e questo viene fatto in sicurezza. Il rischio zero non ci può essere, ma il livello di attenzione è estremamente alto e questo ci dà una tranquillità maggiore».
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