Italia
Influenza, i pronto soccorso di Firenze ko: oltre 750 accessi in un giorno
Quasi cinquanta i ricoveri in 24 ore nelle strutture ospedaliere di Firenze e Empoli. Il Nursind attacca: «Presidi in affanno, il sistema è oramai vicino al collasso»
FIRENZE. Sono oltre 1.200 gli accessi, di cui 185 ricoveri, ai pronto soccorso dell’Azienda Asl Toscana Centro nelle ultime 24 ore. Oltre 750 gli accessi, per un totale di quasi 50 ricoveri, nei presidi ospedalieri di Firenze e provincia. Una situazione, questa, causata dal picco influenzale che si è avuto durante le festività di Natale e Capodanno determinando un aumento di accessi alle medicine d’urgenza del 30-40%.
Negli ultimi giorni si è riscontrato un lieve miglioramento, con una diminuzione dei pazienti con la sindrome influenzale a sintomatologia respiratoria. Ma il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, lancia un allarme. «Il congestionamento dei reparti durante le festività, unito alla scarsità cronica di personale, crea una situazione che costringe decine di persone ad attendere il ricovero anche con tempi superiori alle 24 ore», spiega Salvatore Sequino, coordinatore Toscana Centro del NurSind.
Secondo i dati, diffusi proprio dal sindacato, a Ponte a Niccheri il numero di accessi supera le 120-150 unità giornaliere, con una media di 20-30 persone tutti i giorni in attesa di un posto letto. Solo ieri, in 24 ore, si contavano 106 pazienti all’interno del pronto soccorso della struttura ospedaliera. Preoccupante anche l’ospedale San Giovanni di Dio, meglio conosciuto come Torregalli, che si presenta con corridoi intasati da barelle e con accessi che superano, quasi sempre, le 100 unità giornaliere. Una conferma che si registra anche nelle ultime 24 ore che hanno visto circa 136 nuovi accessi. Grande affluenza anche per il pronto soccorso di Santa Maria Nuova che, stando ai dati di ieri, ha registrato in 24 ore la presenza di 122 accessi, e per l’ospedale di Borgo San Lorenzo (62 accessi). Stabile, invece, Careggi con le sue 200 presenze giornaliere. Si tratta, infatti, di un ospedale di secondo livello dove vengono indirizzati i traumi più gravi. Dall’azienda ospedaliera fanno sapere che «quando si riscontrano i sintomi parainfluenzali arriviamo ad una situazione di stress del pronto soccorso circa una settimana dopo rispetto agli altri ospedali. Quindi il picco, per noi, deve ancora verificarsi». Per quanto riguarda, invece, il pronto soccorso dell’ospedale di Empoli il NurSind ha registrato dati ancora più preoccupanti con circa una trentina di persone al giorno in attesa di un posto letto. Nelle ultime 24 ore di ieri erano 133 i pazienti presenti al pronto soccorso della struttura ospedaliera empolese.
Tra i principali motivi del congestionamento c’è il picco influenzale che si è avuto proprio durante le festività natalizie e che continua a imperversare anche nei primi giorni dell’anno. Ma secondo il sindacato delle professioni infermieristiche i motivi sono anche altri: «Il sistema sanitario regionale toscano è oramai al collasso – continua Sequino –. Ciò è dovuto ad un’errata gestione della politica, tutta concentrata sui tagli di spesa piuttosto che sulla tutela della sanità pubblica. Una revisione del servizio sanitario regionale non è più rimandabile, gli ospedali devono essere riorganizzati e anche l’assistenza territoriale. Ma alla base di tutto serve il personale. Per allentare la pressione sui pronto soccorso serve un potenziamento del territorio, a partire dal numero degli infermieri di famiglia e degli oss, fino ad arrivare all’apertura tutti i giorni per 12 ore dei servizi geriatrici al pronto soccorso. Tutti servizi, questi, sospesi durante le festività che invece potrebbero contribuire a ridurre la pressione».
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