La protesta
Firenze, addio campo largo: niente alleanza Pd-M5S. Contatti fra Del Re e Montanari
Quartini: “Noi troppo distanti dai temi del nardellismo”. Ma fra dem e Cinquestelle si ipotizza un apparentamento ad un eventuale ballottaggio. Il rettore e l’ex assessora potrebbero formare una coalizione alternativa a quella di centrosinistra guidata da Funaro
FIRENZE C’era una volta il campo largo. L’idea di un accordo strutturale tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle per le elezioni che sembrava potesse decollare con la guida dei due partiti affidata ed Elly Schlein e Giuseppe Conte, col trascorrere del tempo si sta trasformando sempre più in una figura mitologica su cui far dibattere gli addetti ai lavori invece di in un vero e proprio progetto esportabile sui territori. Da nord a sud il risultato non cambia, di realtà che vedono dem e pentastellati affrontare compatti le amministrative non se ne vedono molte e Firenze non sembra fare eccezione. In città l’accordo tra le due forze sembra un miraggio. A parole entrambi i partiti sottolineano come il dialogo sia sempre possibile, ma nella realtà è chiaro ormai quanto la strada per una coalizione sia diventata stretta, almeno per quanto riguarda il primo turno. Da una parte c’è un Pd che al momento deve fronteggiare non pochi problemi interni, tra l’addio di Cecilia Del Re al partito e l’ombra di Italia viva, alleata (ma non sempre) in consiglio comunale e avversaria dichiarata per le comunali.
Dall’altra invece un M5S che non appare intenzionato a retrocedere di un millimetro rispetto alle battaglie identitarie e sempre più attratto dall’abbraccio con la sinistra radicale o dalla corsa in solitaria per Palazzo Vecchio. Tutti consapevoli che andare al voto da soli è un rischio. Lo sa il Pd che, pur tra mille difficoltà, prova a tendere la mano ai 5Stelle: «Auspichiamo da sempre che ci sia un’alleanza ampia con chi condivide i valori del centrosinistra - evidenzia il segretario cittadino dei dem Andrea Ceccarelli -, perché quella di Firenze è una partita importante. Dobbiamo provarci, tenendo conto che c’è già una coalizione che però può essere allargata e questo vale anche per le forze civiche».
Ai dem però non sfugge che il dialogo con i 5Stelle è complesso. Difficile al momento capire quale strada vogliano prendere i pentastellati. Sia l’accordo con la sinistra-sinistra che la corsa in solitaria appaiono comunque più probabili di un’alleanza in extremis col Pd, anche se c’è chi ipotizza che l’ala che spinge affinché il movimento vada da solo alle elezioni potrebbe pensare a un apparentamento col Pd al secondo turno e che il campo largo potrebbe tornare in auge in occasione delle regionali. Intanto anche il deputato Cinquestelle Andrea Quartini, pur non chiudendo ai dem, fa capire quanto sia esile l’eventualità di un accordo: «La situazione interna del Pd a Firenze è complicata, c’è una riflessione forte in corso sia sul rapporto con Del Re che con Italia viva e questo va rispettato - afferma - I nostri temi però sono distanti da quelli proposti dal renzismo e dal nardellismo».
Su quali siano gli argomenti che separano come un muro invalicabile le due forze Quartini è chiaro: «Parliamo di temi come l’aeroporto, la Tav, la Multiutility e l’overtourism. Pensavo che dopo l’alluvione ci fosse un ripensamento almeno per quanto riguarda la cementificazione nell’area del parco della Piana ma non ho visto segnali». Insomma sull’eventualità dell’alleanza il deputato appare poco fiducioso: «La vedo dura» dice, spiegando come il confronto sia invece più probabile con altre realtà: «Su questi temi abbiamo un’interlocuzione importante col civismo ecologista».
La sinistra radicale intanto non sta con le mani in mano, se sembra ormai tramontata l’ipotesi di Tomaso Montanari candidato sindaco, è possibile tuttavia che il rettore dell’università per stranieri di Siena decida di scendere in campo comunque, ma come candidato al consiglio comunale così da macinare preferenze, magari a scapito del Pd. Voci di palazzo riportano anche un’ipotesi secondo cui lo storico dell’arte, che nei giorni scorsi aveva scritto su X «La scelta di Cecilia Del Re sta suscitando diffusa simpatia a Firenze: anche la mia, nonostante la nostra diversità», potrebbe tentare l’alleanza con l’ex assessora all’urbanistica, sottraendola così all’abbraccio di Matteo Renzi. Si sa che fra i due ci sono stati contatti. E se a sinistra c’è fermento, anche il centrodestra potrebbe riservare qualche sorpresa. Mentre tutti attendono la decisione di Eike Schmidt, annunciata per questo mese, sembra che le sue quotazioni come candidato stiano scendendo, complici i sondaggi in mano a FdI e Lega dove l’ex direttore degli Uffizi non sfonderebbe il tetto del 30%. Se dovesse esserci davvero un ripensamento a questo punto si tornerebbe a parlare di nomi più politici, come quello del senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi.
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