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Accoltellò e uccise il suo patrigno, condannato a 14 anni. Ha sempre detto di aver difeso la madre da un'aggressione
Firenze, il delitto avvenne nel luglio 2022 in via dell'Olmatello
FIRENZE. Condannato a 14 anni con l’accusa di aver accoltellato a morte il patrigno. Questa la pena inflitta dal tribunale di Firenze, in abbreviato, a José Manuel Parco Eguizabal, il ventunenne di origine peruviana finito sul banco degli imputati per l’omicidio volontario di Jorge Ismael Borja Castillo, di 41 anni, avvenuto il 25 luglio del 2022 in via dell’Olmatello. La procura, rappresentata in aula dal pm Antonino Nastasi, aveva chiesto una condanna a 18 anni.
Jorge Ismael Borja Castillo, morì dissanguato per una coltellata che gli recise un’arteria all’altezza della spalla. Il giovane, difeso dall’avvocato Elisa Baldocci, confessò pochi giorni dopo il fatto, specificando di essere intervenuto per difendere la madre che stava litigando col compagno. Sia la donna, che la sorella dell’imputato, hanno deciso di non costituirsi parte civile nel procedimento.
In un primo tempo il ventunenne negò ogni addebito, poi arrivò la confessione. Voleva intervenire per paura che il patrigno picchiasse la madre, poiché tra i due, che erano ubriachi, era scoppiata una violenta lite dovuta al fatto che lei non riusciva a trovare il suo cellulare. Secondo le indagini, il ventunenne avrebbe deliberatamente accoltellato il patrigno sferrandogli un fendente all’altezza della spalla sinistra, procurandogli una ferita lunga circa due centimetri e mezzo e profonda otto.
Secondo la tesi della difesa invece, il patrigno, nel tentativo di disarmarlo, si sarebbe avvicinato con violenza contro il coltello, urtando contro la lama e ferendosi a morte.
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