Sicurezza
Il chirurgo Paolo Macchiarini si difende: «Io messo in croce e diffamato in modo disumano»
L’avvocato del “mago dei trapianti”: «Nei suoi confronti una feroce campagna diffamatoria»
FIRENZE. "Sono stato messo in croce in modo diffamatorio e disumano". Così il chirurgo Paolo Macchiarini, noto negli anni scorsi come il "mago dei trapianti di trachea", ha deciso di difendersi, convocando una conferenza stampa a Firenze prima di tornare in Spagna, a Barcellona, dove è in corso una procedura giudiziaria che lo porterà a scontare, ancora non è chiaro se in carcere o con misure alternative, la condanna a due anni e mezzo avuta in Svezia per lesioni nei confronti di tre pazienti. "Le fasi iniziali dei trapianti sono sempre state associate a una mortalità elevata - ha spiegato-, ma nonostante tutto si è andati avanti fino a che le operazioni non sono diventate quasi routinarie".
E ancora: "Si esaltano le morti ma non si esaltano le vite, nel 2011 negli Usa ho eseguito il primo trapianto combinato di laringe e trachea, e a quanto ne so il paziente è ancora vivo". Presente anche il suo legale, avvocato Francesco Bevacqua. "Il professor Macchiarini è stato oggetto di una campagna mediatica feroce" ha detto il legale, facendo riferimento al docufilm di Netflix "Bad Surgeon". "Macchiarini - ha proseguito il legale - è stato condannato per violenza e lesioni personali aggravate, non è stato condannato per omicidio, neppure colposo, non ha tolto la vita a nessuno dei suoi pazienti".
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