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L’iniziativa

Firenze, ecco la rete dei 40 locali “rifugio” per le donne vittime di violenza

di Giulia Poggiali
Firenze, ecco la rete dei 40 locali “rifugio” per le donne vittime di violenza

“Cerco Angela”: le parole chiave per chiedere aiuto in città. È il Fitspatrick’s Irish Pub ad abbracciare per primo l’iniziativa

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FIRENZE. Un nome che può fare la differenza. Un messaggio in codice che può prevenire e fermare sul nascere episodi di molestie e abusi. “Ask For Angela” è un progetto di sicurezza nato in Inghilterra, presente in tanti altri paesi europei e che, finalmente, è approdato a Firenze. La ragazza che sta subendo abusi psicologici o fisici può rivolgersi al personale del locale che potrà offrirle assistenza, semplicemente chiedendo di Angela, il nome di una donna immaginaria che può trasformare il locale in un rifugio anti violenza. Dopo la richiesta, il personale si occuperà di tranquillizzare la ragazza, invitandola ad accomodarsi in un posto sicuro del locale come, ad esempio, la cucina o l’ufficio del titolare. L’obiettivo è allontanare la vittima dal possibile aggressore e, se necessario, questo può essere invitato ad uscire dal locale. A Firenze, sono oltre 40 i locali notturni che hanno aderito al progetto, ma il desiderio di Confesercenti e del comune di Firenze, che insieme hanno lavorato per trasformare l’iniziativa in realtà, è estendere Ask for Angela anche ad altre realtà commerciali della città.

Un’iniziativa che significherebbe molto per le donne e le ragazze che desiderano essere salvate, ascoltate e supportate. È il Fitspatrick’s Irish Pub ad abbracciare per primo l’iniziativa. Merito di Sara Berni e di suo marito, che insieme gestiscono lo storico pub in via Ghibellina. I due, dopo un viaggio in Inghilterra, hanno scoperto l’esistenza di “Angela” per via delle locandine sparse in un locale.

Da lì l’idea di esportare il modello anche in Toscana, che sarebbe la seconda regione dopo il Lazio ad adottare il nome simbolo di allarme: «Cominciai a parlarne a febbraio dello scorso anno, dopo il femminicidio di una donna a Roma. Da lì mi è scattato qualcosa dentro – racconta commossa Sara Berni -. A differenza del gesto della mano, che un cameriere può fraintendere, chiedere di Angela è un metodo più diretto e, speriamo, più efficace. Per questo abbiamo deciso di avvalerci anche della collaborazione con l’associazione appena costituita No Vio che si occupa di persone vittime di vari reati».

I locali notturni tesseranno così una rete sociale di alla prevenzione anti-violenza. Per farlo, tuttavia, è necessario avviare una campagna di comunicazione: per questo a partire da questo fine settimana, in tutti i locali che hanno aderito, saranno distribuiti sottobicchieri e verranno appese le locandine che spiegano in che cosa consiste “Angela”. Come sottolinea l’assessora alla sicurezza urbana, Benedetta Albanese, «i locali fiorentini lanciano un importante messaggio, ovvero che è possibile divertirsi nel nome del rispetto». Oltre ad “Ask for Angela”, nel corso del tempo (e purtroppo con l’aumento del numero di richieste di aiuto e femminicidi) , sono stati inventati numerosi stratagemmi anti violenza: dalla mascherina 1522, al drink “Angel shot”, fino ad arrivare alla pizza Margherita.

Il nome, anche in questo caso, è simbolico ed è nato un paio di anni fa quando una donna vittima di violenza, con il proprio aggressore a pochi metri di distanza, ha finto di chiamare la pizzeria. Ma in realtà era il 112. Una richiesta d’aiuto mascherata e discreta, che permette alla donna di non essere scoperta, e quindi, di mettersi in salvo. I numeri di ragazze e donne vittime di violenza sono purtroppo impressionanti.

Nell’ultimo anno sono stati 416 gli accessi di adulti al percorso dedicato alle vittime di violenza “Codice Rosa” dei Pronto soccorso dei vari ospedali dell’Asl Toscana Centro. Di questi ben 331 sono donne, mentre 29 sono gli accessi totali di minori, di cui 16 bambine e ragazze. A questi si aggiungono poi i 440 percorsi di accompagnamento delle vittime, di cui 23 per violenza sessuale intercettati dalla rete territoriale “codice rosa”.

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