Gioco
Ponte al Pino libero, i malumori restano. Nardella alle aziende Tav: più attenzione
Residenti e commercianti concordi: «La talpa non fa rumore e non ci sono vibrazioni»
FIRENZE. Del fiume di fango sgorgato dal nulla non sono rimaste più tracce, il traffico è ripreso regolarmente su Ponte al Pino, ma i disagi che ha provocato l’incidente capitato martedì sera durante i lavori per la Tav, non sono stati cancellati con un colpo di spugna.
C’è la rabbia di chi è rimasto a lungo in coda dopo la chiusura del ponte che collega i viali di circonvallazione con la zona di Campo di Marte e soprattutto la preoccupazione di chi vive e lavora sopra al tracciato scavato dalla maxi talpa. Timori che il sindaco Dario Nardella ha voluto rappresentare richiamando le imprese che stanno realizzando i lavori a fare attenzione: «Mi rivolgo anzitutto al consorzio delle imprese e faccio un invito forte e netto a migliorare le attività di controllo e di monitoraggio di tutto ciò che è a contorno del cantiere e che può avere implicazioni pesanti come quella grave che si è avuta ieri (martedì ndr.) sul funzionamento complessivo della città. Non possiamo tollerare ulteriori problemi di questo carattere ed il consorzio delle imprese che è impegnato nell'attività dello scavo dell'Alta velocità, che è una infrastruttura fondamentale per tutto il territorio, deve avere il massimo dell'attenzione e fare più di quanto non ha fatto perché a nostro avviso quello che è successo si doveva e si poteva evitare». Un invito netto da parte del sindaco, anche perché, Nardella lo sa bene, il tema Tav non è vissuto a cuor leggero dai fiorentini. C’è chi ha salutato l’incidente con un perplesso «Speriamo bene, con questi lavori non si sta tanto tranquilli» e chi l’ha presa con filosofia «L’errore umano può capitare, ma hanno lavorato tutta la notte per sistemare». Fango, terriccio, acqua e materiale di risulta dello scavo sono risaliti in superficie, allagando anche via Pacinotti e ricordando a chi vive nel quartiere cosa sta accadendo 20 metri sotto i loro piedi Ancora una volta favorevoli e contrari all’infrastruttura sono pronti a evidenziare i lati positivi o al contrario denunciare le criticità dell’opera.
Quello che però emerge lì dove la talpa si è inabissata e continua imperterrita a scavare 24 ore su 24 come da programma, è che nonostante la paura di sentire le case tremare che ha accompagnato la fase di avvio dei lavori, il timore si è rivelato per il momento infondato. La talpa scava ma le case non vibrano in via del Pratellino, lo sottolinea anche chi non ha una grande opinione del progetto come Gaetano Barone: «Spendono miliardi per cosa? Per farti arrivare 20 minuti prima? – che però sulle ripercussioni avvertite fino ad ora nel suo appartamento aggiunge – Hanno messo dei prismi sui muri per controllare le oscillazioni, io abito al quarto piano ma non sento tremare». La convivenza con i lavori nella zona procede senza scossoni: «Hanno messo dei sensori sulle colonne – dice Matteo Caramella – Fanno spesso i controlli. Io sto qui di giorno per lavoro ma non ho mai avuto problemi». A confermarlo anche Andrea Liberati, che invece sottolinea di essere favorevole alla Tav: «Stanno facendo tutti i controlli alla stabilità degli edifici e non ci sono stati problemi neanche per il rumore». Insomma sul fronte della stabilità delle abitazioni il lavorio sotterraneo di Iris non sta dando problemi. L’incidente che ha fatto uscire dal suolo un geyser di fango però ha agitato eccome residenti e lavoratori della zona per il traffico in tilt.
«Tutto è concentrato qui – dice il dipendente di un locale allargando le braccia – basta un piccolo intoppo e rimane bloccato ovunque».
Ieri intanto per far luce sull’accaduto si è riunito l'Osservatorio ambientale del nodo di Firenze. Secondo quanto emerso l’evento è accaduto perché una perforazione fatta nel passato per indagare il tipo di terreno era stata tombata, chiusa con terreno e forse malta, ma la tombatura non ha retto. Le perforazioni tombate sono state già in passato georeferenziate e l’Osservatorio ambientale ha chiesto di effettuare prima del passaggio della fresa in corrispondenza di altri fori le verifiche sulla validità della tombatura. Secondo la ricostruzione non ci sono state criticità strutturali o criticità connesse all’avanzamento della fresa, ma proprio alla luce dei disagi creati alla viabilità e a tutti i cittadini, è stata sottolineata la necessità di adottare tutte le precauzioni possibili e tra queste un nuovo controllo delle chiusure delle perforazioni realizzate in passato.
Il presidente della Regione Eugenio Giani rassicura dopo l’incidente: «È tutto sotto controllo come mi ha detto Rfi, i lavori vanno avanti bene. Una conduttura ha generato quel disagio. Ma è fisiologico per una talpa meccanica che deve scavare 6,8 chilometri nel sottosuolo da Campo di Marte fino a Rifredi e che può imbattersi in ciò che non è tracciato sulle mappe».
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