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Impianti sportivi

Stadio, l’operazione Padovani costa più di 21 milioni. E la Fiorentina non vuole giocarci

di Valentina Tisi
Stadio, l’operazione Padovani costa più di 21 milioni. E la Fiorentina non vuole giocarci

Firenze, l’idea di Palazzo Vecchio è di adeguarlo per farci giocare i viola quando ci saranno i cantieri al Franchi. Oltre ai lavori da 13,2 milioni, il Comune ne deve 8,4 in edifici alla Difesa per averlo

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FIRENZE. Otto alloggi del valore di 8.432.000 in cambio del Padovani: questo l’accordo stipulato dal Comune di Firenze col ministero della Difesa che in cambio rinuncia all’impianto sportivo. Il punto che riguarda il Padovani fa parte dell’accordo stretto tra i due enti per regolamentare la rispettive aree di appartenenza nella zona di Campo di Marte e pone ancora una volta sotto i riflettori lo stadio del rugby su cui nelle ultime settimane si è consumato uno scontro all’interno della stessa maggioranza a Palazzo Vecchio. Uno scontro scaturito da quel bando che scadrà il 22 dicembre e che prevede per i lavori all’impianto tre opzioni: riqualificazione, ampliamento e adeguamento, per un valore totale di 13,2 milioni di euro. Somma a cui va ad aggiungersi ora quella degli alloggi ceduti dal Comune al Ministero per non rinunciare al campo e che porta così a più di 20 milioni il costo dell’operazione Padovani.

Operazione che si lega a quella del restyling del Franchi: l’adeguamento infatti è necessario per rendere lo stadio del rugby adatto ad ospitare le partite della Fiorentina durante i lavori all’Artemio Franchi. Ma il percorso è quanto meno accidentato. L’opzione Padovani non scalda il cuore della società gigliata, prima di tutto per una questione di tempi. La pubblicazione del bando di gara per il “dialogo competitivo” con cui il Comune di Firenze chiede agli offerenti di proporre diverse soluzioni per il Padovani scadrà tra due settimane, tra apertura delle buste e adempimenti burocratici in pieno periodo natalizio è difficile ipotizzare che i lavori possano partire prima della primavera, ma la Fiorentina ad aprile dovrà comunicare in quale impianto giocherà la stagione 2024-2025. Poco probabile che la Viola sia invogliata ad indicare quel campo con la spada di Damocle dei lavori in corso che pende sulla testa. Così se da una parte la Fiorentina spera di poter ottenere dal governper i lavori di riqualificazionedel Franchi per evitare il trasloco, torna a prendere campo l’alternativa Castellani. Ma la storia del Padovani e più in generale di tutta l’area di Campo di Marte è complessa e viene da lontano, con un ping pong tra Comune e ministero sulle aree di competenza che ormai dura da anni e che adesso trova una regolamentazione definitiva. Per ricostruire la storia di quell’area e dell’impianto sportivo le lancette infatti devono tornare indietro nel tempo, ai lavori ottocenteschi per «l’ingrandimento della città di Firenze», con cui veniva stipulato l’atto di convenzione, che aveva per oggetto la «Costruzione di nuova Piazza d’Armi».

In seguito con una convenzione del 6 febbraio 1936 l’amministrazione militare autorizzò il Guf di Firenze a realizzare il “Campo Sportivo Padovani” con il co-uso dei contraenti e il mantenimento, da parte dell’amministrazione militare, del diritto d’uso sull’area. Poi nel 1975 il Centro universitario sportivo (Cus) di Firenze si è sostituito al Guf, realizzando opere per le quali il Tar della Toscana ha rimarcato il «diritto di uso, perpetuo e gratuito» dell’amministrazione militare. Nel 1997 si è arrivati a un nuovo capitolo della vicenda: la sottoscrizione di un «Accordo di programma per la realizzazione dello stadio di atletica leggera nel Comune di Firenze» tra la Regione Toscana, la Provincia di Firenze, il Comune, il Ministero delle Finanze, il Ministero della Difesa e la Fidal, che conteneva tra i punti la cessione definitiva al Ministero della Difesa della proprietà del “Campo Padovani” e la realizzazione di una palestra coperta, cinque campi da tennis con possibilità di copertura di due di essi, dotati di tribune, un impianto di preriscaldamento coperto per i mesi invernali con sei corsie ed annesso locale coperto per salto in alto e lancio del peso. Ma nel 2003, anche a seguito dell’opposizione manifestata da un gruppo di cittadini, il progetto è stato rivisto e nel 2005 l’accordo è stato ridiscusso, anche al fine di permettere al Comune di Firenze di attuare un piano di investimenti per promuovere i tornei di rugby a livello internazionale. Esigenza a cui il Ministero della Difesa ha deciso di venire incontro richiedendo, quale controprestazione, la disponibilità di alloggi nel territorio cittadino di valore pari a quello del Padovani, che è quindi stato stralciato. Si arriva così all’oggi, col perfezionamento dell’accordo che prevede la cessione della proprietà allo Stato degli impianti contenuti nell’accordo originale, con l’eccezione del Padovani, e che il Comune di Firenze si impegni a garantire l’uso gratuito e l’accesso in via prioritaria alla Difesa del Ridolfi, lo stadio di atletica accanto.

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