Sicurezza
Stadio Barone al governo: «Chiarezza per i tifosi»
Il dg viola a Roma per incontrare esponenti dell’esecutivo «Il nostro pubblico ancora non sa dove andremo a giocare»
FIRENZE. Incontro romano mercoledì scorso per il numero due della Fiorentina, il direttore generale Joe Barone si è visto con esponenti del governo, sul tavolo il tema dei temi in casa viola: lo stadio.
A dare notizia dell’incontro è lo stesso Barone che, prima della partita di Coppa Italia, ha fatto il punto davanti ai microfoni di Mediaset: «A Roma ho parlato col governo. Bisogna portare rispetto ai tifosi: sono loro a prendere l’acqua e a non avere certezza di dove andremo a giocare». Poche le certezze su quali siano stati i dettagli su cui si sono confrontati l’esecutivo e la società gigliata, così come è insolito un incontro tra il governo e una società sportiva, ma tra i punti in discussione potrebbe esserci stata anche una possibile richiesta da parte della Fiorentina di allungare i tempi per il restyling del Franchi, in modo da permettere alla squadra di giocare ancora lì il prossimo anno.
Il Piano nazionale per gli investimenti complementari (Pnc), così come il Pnrr, ha tempi rigidi, una simile decisione dovrebbe quindi passare per forza dal governo, non trattandosi di una materia su cui il Comune possa dare il nulla osta. Ma il dg viola potrebbe anche aver chiesto al governo chiarimenti su quanto sia effettivamente concreta la possibilità che Firenze faccia parte della partita per l’Europeo del 2032, a cui aveva aperto lo stesso Ministro dello sport Andrea Abodi. C’è poi tutta la questione economica ancora da chiarire. La Fiorentina ha sempre detto e ribadito in più occasioni di non voler mettere un euro sullo stadio, ma non è da escludere che il tema possa tornare in ballo in relazione a un possibile coinvolgimento della società nella gestione delle aree commerciali all’interno di un project financing.
Intanto Barone fa leva sul tifo, non solo quello viola, ma chiamando a raccolta tutto quel mondo che ama il calcio, e chiede maggiore attenzione sul tema degli impianti sportivi, a Firenze come altrove: «Ci vorrebbe un bel movimento dei tifosi – dice ancora ai microfoni di Mediaset provando a fare della società la capofila della mobilitazione – per far capire all’industria calcio cosa sia il rispetto e l’importanza di strutture di livello in tutta Italia. Io mi occupo del Franchi, ancora non abbiamo certezza di dove andremo a giocare. Il bando è aperto, già martedì sapremo la sua storia e avremo un’idea più chiara».
Ma il sindaco di Firenze Dario Nardella si mostra fiducioso sulla risoluzione della vicenda stadio: «I rapporti con Commisso e Barone sono eccellenti – sottolinea il primo cittadino –, i tecnici e i legali continuano a lavorare da una parte e dall’altra su questo tavolo di lavoro. Giorno dopo giorno cercano di trovare di un possibile strumento di collaborazione tra Comune e società».
C’è poi la questione Padovani, lo stadio del rugby per cui si ipotizza un adeguamento che permetta alla Fiorentina di giocare le partite durante i lavori al Franchi: «C’è la gara pubblica per aggiudicarsi i lavori – fa il punto il sindaco Nardella –. Si concluderà subito dopo Natale». Ma la questione di dove giocherà il prossimo anno la Fiorentina resta a oggi un grande punto interrogativo. Come ricorda il sindaco, la gara per il Padovani si chiuderà con la fine di quest’anno, con ogni ipotesi quindi sarà difficile che i lavori possano concludersi prima della primavera. Se anche la Fiorentina decidesse di disputare lì le partite, cosa che per il momento non rientra nei piani, per la società resta comunque l'obbligo di comunicare entro aprile dove giocherà nella stagione 2024-2025. I tempi insomma sono strettissimi.
Per quanto riguarda invece l’ipotesi degli altri stadi, da un lato c’è il Mapei di Reggio Emilia, dove però la viola potrebbe disputare solo gli incontri internazionali, dall’altro c’è sempre in ballo lo stadio Castellani di Empoli, anche qui però c’è il nodo dei lavori da sciogliere. E intanto il tempo scorre.
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