Il Tirreno

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Mobilità sostenibile

Incentivi per cambiare macchina: nuovo bando da 4 milioni. Come fare richiesta, i veicoli ammessi e i requisiti

di Luca Gasperoni
Uno dei cartelli installati nei mesi scorsi per annunciare il blocco dei diesel Euro 5
Uno dei cartelli installati nei mesi scorsi per annunciare il blocco dei diesel Euro 5

Firenze, per la prima volta contributi per l’acquisto di mezzi usati e a benzina Euro 6

30 novembre 2023
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FIRENZE. In tutto oltre 4 milioni di euro, frutto dello stanziamento di tre milioni di euro del nuovo bando e dell’avanzo di circa un milione del precedente, per l’acquisto di auto meno inquinanti da parte dei residenti nella cintura metropolitana fino al prossimo autunno.

All’indomani della partenza dello Scudo verde, fissato per la prossima primavera, e dopo un triplo round di blocchi alla circolazione per i veicoli Euro5 in virtù dello sforamento dei limiti di biossido di azoto in città Palazzo Vecchio lancia un nuovo bando per gli incentivi. Con la novità di poter scegliere, oltre ai mezzi elettrici, gpl e ibridi, anche tra le auto usate e quelle a benzina Euro 6.

«È la prima volta che i bandi finanziano anche l’acquisto delle auto usate e questo, assieme alla progressività in base all’Isee, rende evidente la nostra volontà: una transizione giusta che stia a fianco delle persone ed aiuti chi ha meno disponibilità economiche», spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Giorgio, durante una conferenza stampa a Palazzo Vecchio.

Annunciando, in parallelo, dei miglioramenti nella qualità dell’aria dopo la stretta di quest’anno che ha vietato ai mezzi più inquinanti la circolazione nel tratto dei viali compreso tra la Fortezza da Basso e piazza Beccaria: «I dati stanno migliorando, siamo poco sopra la soglia dei 40 microgrammi al metro cubo e quindi siamo vicini all'obiettivo che ci eravamo prefissati».

I nuovi incentivi (così suddivisi: 70% per i cittadini 30% per le imprese) saranno richiedibili dal 6 dicembre fino a settembre 2024, con la possibilità di presentare la rendicontazione fino alla fine dell’anno. A cui si aggiunge l’avanzo del precedente bando, scaduto il 31 ottobre scorso, che ha erogato oltre 2 milioni di euro dei 3,5 milioni a disposizione. Potranno fare richiesta del contributo che copre fino al 50% del costo totale i soggetti privati nell’agglomerato di Firenze (Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Sesto Fiorentino, Calenzano, Lastra a Signa e Signa) con una certificazione Isee fino a 50 mila euro.

Accanto a loro spazio anche micro, piccole e medie imprese, lavoratori autonomi titolari di partita Iva, enti del terzo settore iscritti al Registro unico nazionale, tutti con sede legale od operativa a Firenze o nell’agglomerato.

La novità principale riguarda la tipologia dei veicoli ammessi a contributo: oltre a quelli ad alimentazione elettrica, ibrida e a gpl viene ora ricompresa anche l’alimentazione a benzina, inclusi i mezzi usati, e i veicoli ad alimentazione diesel Euro 6.

Nel bando Palazzo Vecchio individua due fasce di contributi: Isee inferiore o uguale a 36mila euro, Isee tra 36mila e 50mila euro. Gli incentivi erogati varieranno in base all’Isee e alla tipologia di veicoli: per un’auto elettrica nuova il contributo massimo è di 5mila euro, per una elettrica usata 4mila, per un’auto nuova a gpl 4mila euro mentre per un’auto usata 3.200 euro, per un veicolo a benzina si va da 3.500 a 2.800 euro a seconda che sia nuova o usata.

Dall’altro lato per le persone giuridiche il contributo può arrivare a 8mila euro per un veicolo elettrico nuovo o 6.400 euro per un elettrico usato, mentre per un Euro 6 si arriva a 5mila euro per il nuovo o 4mila per l’usato. Per i residenti l’auto nuova deve avere un prezzo inferiore a 40mila euro, per i veicoli usati di 20mila mentre per i soggetti giuridici non ci sarà alcun limite di valore.

«Il bando contenente gli incentivi al quale si accompagnano le deroghe già concesse vanno nella direzione da noi auspicata», commenta il coordinatore di Cna Firenze, Lorenzo Cei.

Proponendo, per il futuro, «di stanziare fondi non solo per i residenti del cosiddetto agglomerato fiorentino ma anche per tutte le imprese aventi sede negli altri Comuni metropolitani attraverso l’impiego delle disponibilità in capo alla Città Metropolitana stessa».


 

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