Il Tirreno

Firenze

La ricostruzione

Chi era Susanna, morta a Campi Bisenzio dopo il lavoro aspettando il bus: il tir, la tragedia e la fermata pericolosa mai messa in sicurezza

di Tommaso Silvi

	Il tir che ha causato la morte della 63enne
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Il tir che ha causato la morte della 63enne

Aveva 63 anni e si occupava di servizi informatici. Le sigle sindacali: «Da anni chiediamo una pensilina e l’illuminazione. Sindaci e assessori ci hanno riempito di promesse ma in quel tratto di via Einstein non sono mai stati eseguiti interventi». E scatta lo sciopero

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CAMPI BISENZIO. Aveva appena terminato il turno di lavoro. Un saluto ai colleghi prima di incamminarsi verso la fermata dell’autobus a due passi dallo stabilimento. Susanna Celentano, 63 anni, lavorava alla Leonardo Spa. Nata a Napoli, si era trasferita in Toscana con la famiglia. Si occupava di servizi informatici. Campi Bisenzio, via Einstein. Il viaggio di ritorno verso casa in pullman per la lavoratrice fiorentina era quasi un rito. Le capitava spesso di utilizzare i mezzi pubblici. Manca qualche minuto alle 18 di mercoledì 29 novembre e la zona industriale è in pieno movimento. Susanna attende l’arrivo dell’autobus e all’improvviso si accorge che un tir in retromarcia le sta piombando addosso. È un attimo. L’autista del mezzo non si accorge della donna, Susanna non riesce a mettersi in salvo. Il tir la travolge. In un attimo si materializza la tragedia. Così ricostruita – in attesa che gli inquirenti approfondiscano le indagini – sulla base dei primi elementi raccolti.

Quella fermata pericolosa

Sul posto arrivano i carabinieri di Signa che effettuano i primi accertamenti, tra questi anche il test alcolemico al conducente del tir, che risulta negativo. Il mezzo viene sequestrato. La fermata dell’autobus teatro della tragedia costata la vita a Susanna Celentano da tempo era oggetto di polemica da parte dei tanti lavoratori degli stabilimenti di via Einstein e dintorni. I sindacati Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm – che in seguito alla morte della 63enne hanno proclamato lo sciopero per venerdì 1 dicembre dalle 11,30 alle 12,30 con presidio proprio alla fermata del bus in via Einstein - in una nota fanno sapere che avevano «già denunciato più volte la pericolosità di quella fermata, insieme ai rischi legati alla mobilità antistante lo stabilimento: strade piene di buche, prive di marciapiedi, attraversate continuamente da grandi tir e poco percorribili sia in bicicletta che a piedi».

Promesse non mantenute

Già nel 2019 – spiegano le sigle sindacali - avevamo incontrato l’allora sindaco del Comune di Campi Bisenzio, Emiliano Fossi, oggi deputato, che prese alcuni impegni non concretizzati. Nel 2021 tornammo a chiedere al Comune di rivedere la viabilità per maggiore sicurezza, in particolare proprio per quella fermata dell'autobus, per cui proponemmo l'installazione di una pensilina e maggiore luminosità. Il sindaco Fossi e l'assessore Nucciotti ci fecero nuove promesse ma non ne mantennero nessuna. A maggio 2021 – si legge ancora nella nota dei sindacati - insieme al capogruppo di Campi a Sinistra, Lorenzo Ballerini, presentammo un'interrogazione consiliare, anch'essa caduta nel vuoto. Oggi – concludono le sigle sindacali - siamo quindi addolorati ma soprattutto arrabbiati per non essere stati ascoltati. Chiediamo che siano accertate le responsabilità e auspichiamo che anche l'azienda, insieme ai lavoratori, si renda parte attiva affinché siano effettuate le operazioni per la messa in sicurezza dell'intera area e non vi sia mai più da piangere per un lavoratore che non torna a casa».  

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