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Eike Schmidt è cittadino italiano: «Candidato a Firenze? Decido a gennaio». E attacca Nardella

Eike Schmidt è cittadino italiano: «Candidato a Firenze? Decido a gennaio». E attacca Nardella

Il direttore degli uffizi ha preso la cittadinanza. Da settimane il suo nome circola come possibile candidato sindaco di Firenze per il centrodestra

28 novembre 2023
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FIRENZE,  Il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, 55 anni, è diventato cittadino italiano. L'atto di concessione della cittadinanza è stato firmato oggi da un funzionario comunale a Palazzo Vecchio, davanti al quale lo storico dell'arte tedesco con cittadinanza svizzera ha giurato fedeltà alla Repubblica italiana sulla Costituzione. Nato Friburgo in Brisgovia il 22 aprile 1968, Schmidt è direttore del museo fiorentino dal 2015 e il suo incarico scade a fine mese, anche se resterà in carica almeno fino a Natale. Nel frattempo Schmidt ha presentato domanda al Ministero della Cultura per dirigere il Museo di Capodimonte a Napoli, il cui concorso è in svolgimento in questi giorni. «Dopo aver studiato l'arte italiana per decenni, dopo aver gestito le Gallerie degli Uffizi con una squadra fantastica per otto anni, ora sono orgoglioso di essere diventato cittadino italiano: dopo averlo avuto solo nella mente, ora ho davvero il tricolore nel mio cuore», ha detto commosso e sorridente parlando con i giornalisti all'uscita da Palazzo Vecchio.

E per prima cosa "da italiano" Schmidt per festeggiare ha bevuto un caffè in piazza della Signoria. «E' un gran bel momento per me e sono fiero di essere ufficialmente concittadino di grandi personalità della storia, rispetto alle quali preciso di sentirmi piccino ovviamente: da Dante Alighieri a San Francesco e San Tommaso, da Benvenuto Cellini fino a Benedetto Croce, senza contare i personaggi illustri della storia romana, da Giulio Cesare a Virgilio. Questa storia è un grande orgoglio per gli italiani».

La concessione della cittadinanza italiana a Eike Schmidt sembra assumere in questo periodo anche un valore politico, dal momento che il suo nome circola dallo scorso settembre come possibile candidato sindaco di Firenze per il centrodestra, un nome che piace sia a Fratelli d'Italia che alla Lega. Se finora aveva sempre risposto «non confermo e non smentisco» alla domanda se si candiderà a sindaco, ora Schmidt spiega che non può decidere entro la fine dell'anno: «prima devo finire il mio mandato agli Uffizi intorno a Natale. A Natale stesso non annuncerò alcuna candidatura. Devo riflettere, parlare eventualmente, sarà nel mese di gennaio che deciderò. Potrebbe essere un sì o no, non lo escludo ma non lo confermo nemmeno perché ora non ho abbastanza tempo di pensare. Agli Uffizi abbiamo ogni giorno qualcosa di nuovo da inaugurare, da presentare o realizzare».

Il direttore degli Uffizi ha voluto precisare che la concessione della cittadinanza italiana non va letta come legata a una presunta volontà di candidarsi a sindaco di Firenze, perché, ha spiegato, «avrei avuto già tutte le carte in regola già prima, visto che alle elezioni amministrative nella comunità europea è possibile farlo. Ho iniziato il processo per richiedere la cittadinanza italiana ormai quasi 5 anni fa, subito dopo la mia riconferma alla direzione degli Uffizi, quando ho deciso di non andare in Austria a guidare un museo di Vienna. L'iter è durato più a lungo rispetto al previsto: è coinciso con la pandemia ed avevo bisogno di tante carte da raccogliere nei tanti luoghi dove ho vissuto e lavorato».

LA FRECCIATA A NARDELLA

Il direttore degli Uffizi non ha risparmiato una frecciata polemica al sindaco di Firenze, Dario Nardella, «che non mi ha telefonato per farmi gli auguri» e «del resto ha detto che non parla con i semplici funzionari come me». «Io al contrario ho iniziato la mia vita come funzionario, ora sono un dirigente dello Stato, parlo con tutti, con i funzionari, con gli assistenti - ha detto Schmidt - Mi ha fatto molto piacere di avere un funzionario così competente del Comune di Firenze davanti a me per la cerimonia di conferimento della cittadinanza italiana».

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