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Firenze, altra raffica di spaccate nella notte: «Siamo pronti ad azioni eclatanti»
Quattro attività colpite, il Comitato Borgognissanti: «Qui 34 da inizio anno»
FIRENZE. Le spaccate in Borgo Ognissanti non si fermano. Questa volta è successo nella notte tra sabato e domenica scorsi e i commercianti colpiti sono i proprietari della gelateria B.Ice e il parrucchiere Allegri. È la 34esima vetrina distrutta nel quartiere, ogni giorno sempre più stanco dei vandalismi e della delinquenza che sta caratterizzando le sue vie e che sta impaurendo i suoi residenti e commercianti. A sfondare per la terza volta la vetrina della gelateria B.Ice è stato un uomo “armato” di tombino e, come nell’altro sfortunato negozio, al suo interno non è stato rubato niente. Stessa sorte anche per un parrucchiere in piazza Giorgini.
È invece andata diversamente alla pizzeria Don Fefè di lungarno Colombo, dove tra le 4 e le 5 di ieri, un uomo con il volto travisato ha sfondato una porta di vetro del locale e ha prelevato il fondo cassa: circa 800 euro. Un’azione repentina, come verificato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza dalla polizia, che indaga sul furto per cercare di risalire all’autore. E se in Borgo Ognissanti sono stati risparmiati i contanti, a montare è ancora una volta la rabbia dei commercianti. Perché, ormai, le spaccate sono diventate quasi quotidiane. «Non ne possiamo più, adesso basta. Questi delinquenti che distruggono le vetrine dei nostri negozi e non fanno sentire al sicuro i residenti e i commercianti devono essere fermati. Siamo pronti a fare qualcosa di eclatante», comunica Fabrizio Carabba, presidente dell’Associazione Borgognissanti che da mesi si batte per una maggiore sicurezza nelle strade del quartiere. Risale a poche settimane fa il corteo dei fischietti, che ha coinvolto tanti residenti e commercianti pronti a farsi sentire nel nome del cambiamento.
Non solo passeggiate rumorose: l’Associazione questa estate ha avviato una petizione da spedire al governo, al fine di ottenere più agenti in città, che ha raccolto migliaia di firme. Venerdì scorso ha organizzato inoltre una riunione straordinaria per raccogliere le voci dei rappresentanti degli altri comitati fiorentini: un incontro volto anche a comunicare l’appuntamento che si è tenuto venerdì scorso con la capo gabinetto della prefettura di Firenze.
Le richieste vertono tutte sulle maggiori tutele da garantire per chi abita e lavora nel quartiere: una sicurezza che si può ottenere solo con gli uomini in divisa, come spiega lo stesso Carabba. «Possono fungere da deterrente – dice il presidente dell’Associazione –. I criminali non ci ascoltano se li riprendiamo mentre danneggiano una vetrina o mentre importunano una ragazza che cammina da sola. Se è un uomo in divisa a farlo, al contrario, il delinquente potrebbe andarsene perché intimorito. Vogliamo il cambiamento. Sappiamo che gli agenti fanno quel che possono, ma Firenze non si merita la criminalità – continua Carabba –. I comitati sono, eventualmente, pronti a manifestare se le richieste non verranno ascoltate, perché sono stanchi e arrabbiati».
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