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Il caso

Firenze, violenze fotocopia in pieno centro: perché c’è lo spettro dello stupratore

di Danilo Renzullo

	Firenze, un tratto di via Pellicceria
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Firenze, un tratto di via Pellicceria

Studentessa Usa 21enne rapinata e abusata: è il secondo caso in 24 ore. Stesso modus operandi e inquietanti parallelismi: indaga la polizia

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FIRENZE. Urla. Grida disperate diventate le uniche armi per cercare di respingere la violenza con cui un uomo le si è scagliato addosso. Attimi infiniti, o forse minuti, di terrore per una studentessa americana di 21 anni, rapinata e poi violentata nell’androne di un palazzo di via Pellicceria, nel pieno centro storico di Firenze, mentre entrava a casa di un’amica nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, intorno alle 2,30.

Spinta all’interno dell’atrio del condominio, la giovane studentessa – ha raccontato alla polizia – è stata scippata del cellulare che aveva in mano e poi violentata dall’uomo, messo in fuga dalle urla disperate della giovane e probabilmente dall’arrivo dell’amica.

Un copione che sembra ripetersi. Perché la notte precedente, a poche centinaia di metri di distanza, in Borgo Santi Apostoli, un’altra giovane studentessa, una ventenne messicana, è rimasta vittima di un agguato fotocopia. Con un uomo che prima l’ha rapinata del cellulare che aveva in mano e poi ha cercato di violentarla dopo averla spinta nell’atrio del condominio dove risiede, messo in fuga dalle urla della giovane per la quale, dopo il trasporto al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi, è stato attivato il codice rosa.

Stesso modus operandi e inquietanti parallelismi. Similitudini che stanno spingendo gli inquirenti a concentrare l’attenzione su un possibile “violentatore seriale”. O su più persone. Perché la ragazza statunitense avrebbe dichiarato alla polizia della probabile presenza di un secondo uomo. Forse un complice che ha coperto quell’azione materializzata nel cuore della città, avvolta dal buio e dal silenzio della notte. Squarciato da quella urla della giovane che hanno richiamato l’attenzione dell’amica. Che avrebbe prima raccolto il racconto dell’amica e poi si sarebbe precipitata in strada per chiedere aiuto.

Una richiesta che si è concretizzata subito dopo con il passaggio di una volante della polizia impegnata nel centro storico per controlli, ma alla quale le due giovani raccontano della rapina di un cellulare. I poliziotti chiedono di eventuali aggressioni, di eventuali ferite o traumi riportati. La ragazza nega, forse per lo choc, e denuncia lo scippo di un costoso Iphone. Gli agenti si mettono alla caccia dello scippatore, ma dopo poche decine di minuti (circa trenta minuti) la stessa volante viene inviata all’ospedale Santa Maria Nuova. Da dove è stato richiesto l’intervento della polizia perché è stato appena attivato un codice rosa per violenza sessuale.

È lì, davanti agli agenti e al personale medico, che la studentessa racconta che allo scippo dello smartphone è seguita un’aggressione che si sarebbe consumata nell’androne del palazzo dove – racconta agli agenti – è stata abusata dall’uomo. Ma probabilmente era presente anche una seconda persona, secondo il racconto. Accanto a lei anche l’amica che poche decine di minuti prima aveva lanciato l’allarme. Attimi, minuti di terrore quelli raccontati, terminati solo quando le urla della 21enne hanno convinto l’uomo a fuggire. Una sorta di flashback per gli agenti della questura, che solo 24 ore prima avevano raccolto il disperato racconto della studentessa messicana. Spinta nell’androne di un palazzo del centro storico, dopo essere stata scippata del costoso Iphone che aveva in mano, poi il tentativo di stupro. Sempre nel cuore della notte e sempre mentre cercava di fare ingresso nel palazzo.

Un agguato, che si è ripetuto la notte successiva. Violenza e terrore. Poi la fuga, accompagnata dalle urla disperate della giovane studentessa che non è riuscita a fornire una descrizione dell’uomo o degli uomini che l’avrebbero aggredita.

Massimo riserbo da parte degli inquirenti che, in attesa della formalizzazione della denuncia da parte della ragazza americana, stanno cercando di mettere insieme i pezzi di un puzzle del terrore anche attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza attive nella strada del centro storico e di quelle limitrofe.


 

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