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Firenze

Il caso

Lorenzo Brogioni, ucciso dai ladri in fuga: chi sono i due giovani a processo e le pesanti accuse

di Matteo Leoni
Lorenzo Brogioni, ucciso dai ladri in fuga: chi sono i due giovani a processo e le pesanti accuse

Firenze: il 24enne alla guida della Bmw rubata era sotto l’effetto di alcol e droga

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FIRENZE. Disposto il giudizio immediato per due dei tre giovani che erano a bordo della moto rubata che, intorno alle due del mattino del 17 ottobre scorso, ha centrato in pieno la Fiat Panda bianca guidata dal quarantatreenne fiorentino Lorenzo Brogioni, morto nello schianto dopo che la vettura si è ribaltata. Per due degli indagati, di 18 e 24 anni, tunisini, la richiesta di processo è stata emesso dalla procura e ieri approvata dal gip Federico Zampaoli. Per il terzo, un diciassettenne, sta procedendo la procura presso il tribunale per i minori, che ha inoltrato analoga richiesta di giudizio immediato.

Quella sera Lorenzo Brogioni stava tornado a casa dalla sua fidanzata, dopo essere stato ad accudire l’anziana madre malata, come faceva quasi ogni sera . Dopo aver percorso via Fra’ Paolo Sarpi è arrivato all’incrocio con via Gioberti. Qui la sua Panda è stata centrata dalla moto Bmw con i tre a bordo, appena rubata in via degli Alfani, che viaggiava in contromano a oltre 90 chilometri orari.

Alla guida della due ruote c’era Mohamed Omor Omran Harathi. L’uomo, difeso dagli avvocati Ivan Esposito e Samuele Zucchini, è accusato di furto aggravato in concorso e di omicidio stradale. La moto, una Bmw, sarebbe stata rubata mentre era parcheggiata in via degli Alfani, mediante forzatura del blocchetto di accensione. Harathi, secondo quanto emerso dai rilievi della polizia municipale, si era messo alla guida del mezzo rubato mentre era in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol e droghe. In base al capo d’imputazione procedeva «a velocità elevata», «contromano», «senza essere titolare di patente e in stato di alterazione psicofisica per alcool e cannabinoidi». Nel sangue, al momento del controllo effettuato in ospedale dove era stato portato per le ferite riportate nell’incidente, aveva un tasso di alcol pari a 0,88 grammi per litro (il limite massimo per mettersi alla guida è 0,50). Inoltre procedeva a folle velocità «non tenendo conto degli altri mezzi che incontrava e poteva incontrare sul suo percorso».

Oltre al diciassettenne, con lui sulla Bmw c’era anche il diciottenne Ayoub Rezgi, fuggito subito dopo lo scontro e rintracciato nei giorni successivi. Il giovane, assistito dall’avvocato Nadia Saccoccio, è accusato di furto aggravato in concorso e di aver cooperato nell’omicidio stradale, «avallando con il proprio comportamento e con il proprio concorso la condotta dell’Harathi».

Le persone offese, che potranno costituirsi parte civile nel procedimento, sono la compagna e i genitori di Lorenzo Brogioni.

 

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