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Padovani, altra crepa fra Pd e Iv. Ma Fossi apre: «No alle polemiche»

di Luca Gasperoni
Lo stadio Padovani a Campo di Marte
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Lo stadio Padovani a Campo di Marte

Firenze, i dem bocciano la proposta dei renziani di ridurre i fondi per l’impianto. FdI continua a puntare su Eike Schmidt. Capecchi: «Dimostra la nostra capacità di aprirci alla società civile»

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FIRENZE. Maggioranza di nuovo ai ferri corti sul dossier Padovani a Palazzo Vecchio. Con il Pd a respingere un ordine del giorno in Consiglio comunale di Italia Viva che tentava di correggere il tiro sullo stanziamento per la riqualificazione dell’impianto rugbistico, prevedendo solo 5 milioni di euro invece dei 10 già previsti nella seconda variazione di bilancio.

Ultimo atto di un’alleanza che resiste solo sulla carta ma che nella pratica da mesi non riesce più a trovare un compromesso per evitare i frequenti voti contrapposti in aula. Acuendo uno stato di tensione generato dal malumore dei circoli fiorentini dem su un potenziale asse bis con i renziani per il voto di giugno e dagli inviti alla cautela inoltrati dai vertici di Italia Viva. Nonostante il tentativo della segreteria toscana dem, preoccupata dalle possibili ricadute anche in Giunta regionale dove vige un accordo fotocopia, di rimandare a più avanti la decisione su una possibile chiusura dei rapporti. A riaprire lo scontro tra dem e renziani è l’ordine del giorno presentato dalle consigliere Mimma Dardano e Barbara Felleca che chiedeva di impiegare 5 milioni per la ristrutturazione del Padovani nella sua dimensione attuale, quindi senza procedere ad ampliamenti, e anche per la manutenzione/potenziamento di altri impianti sportivi fiorentini. Destinando quindi l’altra metà dei 10 milioni all’emergenza casa, con la ristrutturazione degli alloggi Erp e l’implementazione del fondo affitti. L'ennesimo blitz sul Padovani che nonostante i 12 voti favorevoli, frutto del supporto di centrodestra, M5s e Spc, è stato respinto dal Pd con 17 voti contrari. Un risultato che secondo Dardano e Felleca rappresenta «un altro messaggio forte e chiaro al Pd», ricordando che «il Pd tira dritto su questa strada ma continuerà a farlo senza l'appoggio di Iv». Perché senza un accordo con la Fiorentina, spiegano, «è un’operazione insensata, figlia di un’altra operazione assai discutibile come quella del restyling del Franchi con i soldi pubblici». Un attacco che arriva poche ore dal ramoscello d’ulivo sventolato dal segretario regionale dem, Emiliano Fossi, su una possibile intesa elettorale: «Non credo francamente che oggi sia il tempo né delle polemiche né delle pregiudiziali». Anzi, aggiunge, «siamo per costruire alleanze grandi, comprendendo tutti coloro che si riconoscono in un fronte di centrosinistra ampio, che però stia insieme sulla base dei contenuti». Con un occhio rivolto anche al M5s e alla suggestione Tomaso Montanari che tra una settimana sarà a Sesto Fiorentino e poi in città come ospite del festival sulla divulgazione ‘Giorni di storia’.

Un’occasione per i dem di sondare nuovamente il terreno, mentre in parallelo il centrodestra continua l’opera di tessitura sul direttore degli Uffizi, Eike Schimdt, incoronato come candidato principe dai meloniani. «È normale che spaventi tanti equilibri perché dimostra la capacità del centrodestra, se davvero non ci saranno altre proposte e la trattativa si chiuderà sul suo nome, di aprirsi alla società civile», commenta il consigliere regionale FdI, Alessandro Capecchi, respingendo poi l’analisi del politologo Marco Tarchi sulle nostre pagine. «Negli ultimi anni siamo cresciuti non soltanto in quantità ma anche in qualità. Sono comunque i programmi che devono fare la differenza per i cittadini, non i candidati. Ma noi la classe dirigente in città e in Regione ce l'abbiamo».
 

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