Il Tirreno

Firenze

La testimonianza

Firenze, bambino schiacciato dalla ringhiera a scuola. La mamma: «Non si è arrampicato, che paura vederlo lì sotto»

Firenze, bambino schiacciato dalla ringhiera a scuola. La mamma: «Non si è arrampicato, che paura vederlo lì sotto»

Il racconto della madre: «La recinzione era difettosa. Valuteremo se chiedere i danni, ci amareggia che Comune e scuola abbiano tentato di minimizzare»

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FIRENZE. È un bimbo tosto, forte, ma s’è toccato la testa dove faceva male e le mani si sono macchiate di sangue. Così anche Luca (nome di fantasia, ndr), di solito abituato a giocare e sorridere di tutto, è scoppiato in lacrime. «Io ero paralizzata dalla paura, non sono riuscita a muovermi. Immobile per non so quanti secondi. Il mio bimbo era lì, a terra, schiacciato da un tronco di ringhiera larga un metro e mezzo, più grande di lui. Gliel’hanno tolta di dosso i genitori che hanno assistito alla scena. Ma sia chiara una cosa. Mio figlio non si è arrampicato. Non è vero che l’ha fatto. Si è aggrappato all’inferriata ma aveva i piedi a terra, se lo avesse fatto come raccontano dal Comune adesso forse staremmo parlando di qualcosa di molto più grave». Daniela (anche il suo è un nome di fantasia che utilizziamo per non identificare un minore) è ancora scossa, anche se l’assessore Andrea Giorgio l’ha chiamata esprimendole la sua vicinanza, e dicendole che anche lui ha una bambina dell’età del suo piccolo e che anche lui si sarebbe spaventato se le fosse capitato ciò che è successo a suo figlio. Ma ieri mattina l’ha amareggiata sapere che Palazzo Vecchio sostenesse che quel pezzo di ferro sia venuto giù quasi solo per colpa di un bambino di 5 anni un po’ troppo spericolato. Sono le 14 è Luca è appena stato dimesso dall’ospedale.

«Siamo appena tornati a casa dal Meyer, gli hanno dato 15 giorni di prognosi – continua la mamma – i mozziconi di inferriata lo hanno ferito in due punti diversi della testa, alla nuca e sul lato destro, dove gli sono stati applicati punti di sutura, ed ha abrasioni e contusioni anche sul collo e sulla clavicola. Mio marito poco dopo ha sollevato quell’inferriata per appoggiarla al muro da cui era crollata. Ecco, pesa più l’inferriata che mio figlio». Luca, 18 chili, l’inferriata una ventina. «Se anche si fosse arrampicato, quella ringhiera avrebbe dovuto reggere». E ora Daniela si chiede cosa sarebbe potuto succedere se davvero Luca fosse riuscito ad arrampicarsi e a staccare i piedi da terra, salire sul muretto e poco dopo precipitare sul marciapiede. Ne ha parlato con suo marito. Non sanno ancora se chiederanno i danni al Comune , ma certo a nessuno dei due è piaciuta la reazione delle istituzioni, la scuola e Palazzo Vecchio. «Ci ha infastidito che in molti abbiano minimizzato. All’inizio è uscito che il bimbo fosse solo contuso, e anche le reazioni del personale della scuola ci hanno stupiti – dice la mamma – Chi è uscito subito dopo l’accaduto ha provato a dire che in fondo non c’era bisogno dell’ambulanza, che non era necessario portarlo in ospedale. Per fortuna c’erano altri genitori, e tutti ci hanno dato la loro disponibilità a testimoniare».
 

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di Redazione web