Record di figli unici: ecco perché a Firenze la natalità è in calo
I dati emergono dalla ricerca realizzata da Changes Unipol ed elaborata da Ipsos. I cittadini chiedono politiche di sostegno
FIRENZE. Oltre un fiorentino su due (il 54%) ritiene insufficienti le attuali politiche a supporto della famiglia: si tratta della seconda percentuale più alta in Italia. È quanto emerge da “Gli italiani e la denatalità”, la ricerca realizzata da Changes Unipol ed elaborata da Ipsos, finalizzata ad analizzare la situazione familiare nelle principali città italiane e i motivi, le conseguenze e le misure a supporto della natalità. Con il 39% dei rispondenti che dichiara di avere almeno un figlio, il capoluogo toscano è la città italiana con la percentuale più bassa. E chi ha figli, nel 66% dei casi non va oltre il primo: altro record tra le città analizzate dalla ricerca. Il 28% dichiara poi di avere due figli, mentre appena il 6% ne ha tre o oltre: il dato più basso rilevato.
Trai sei fiorentini su dieci che non hanno figli, il 38% vorrebbe averne uno, chi entro 5 anni (il 17%) chi non prima di questo termine (il 21%). Un totale che pone i fiorentini al terzo posto tra le città analizzate (media italiana del 36%). Si vede invece senza figli anche nel futuro il 20% dei rispondenti alla ricerca, la seconda percentuale più bassa rilevata (la media nazionale è del 30%).
Il numero di figli ideale? I fiorentini non hanno dubbi: due, come indicato dal 62% dei rispondenti (percentuale più alta registrata). Il 25% non andrebbe oltre il primo e appena il 13%, valore più basso in Italia, ne vorrebbe almeno 3.
Tra le cause principali delle denatalità, ci sono costo della vita, contesto economico sociale e lavoro. Secondo i fiorentini, a pesare maggiormente tra coloro che rimandano o non progettano di avere figli è una motivazione economico-personale (48%), con il costo della vita a ostacolare la formazione di una famiglia. Preoccupa poi il 34% dei rispondenti l’attuale contesto economico sociale (economia, clima, situazione politica del Paese), mentre il 31% indica motivazioni lavorative. Nel dettaglio, la mancanza di un lavoro stabile (17%) e l’inconciliabilità tra carriera e desiderio genitoriale (13%) sono i principali deterrenti.
In questo contesto, sul fronte delle azioni a supporto della natalità il 57% dei fiorentini converge verso il rafforzamento delle politiche di sostegno per spese educative e scolastiche, seguito al 55% sia dall’introduzione di incentivi al lavoro femminile, che dalla necessità di estendere i congedi parentali.
Altro tema importante per i fiorentini è quello degli asili nido: il 30% vorrebbe istituire o rafforzare le convenzioni con gli asili (percentuale più alta in Italia) ed il 23% vorrebbe che la propria azienda ne mettesse a disposizione uno. Allargando lo sguardo oltreconfine, il confronto con il panorama europeo fa emergere un giudizio ancora più critico: per il 65% dei fiorentini le politiche italiane di sostegno alla famiglia e alla genitorialità sono inferiori alla media Europea.
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