Attenzione
Tav. Altri edifici sotto osservazione. Parte la nuova campagna di perizie
Dopo l’accensione della talpa Iris, al via anche il terzo giro di “testimoniali”. Giorgetti: «Un aggiornamento necessario per esaminare lo stato dei luoghi»
FIRENZE. Altro giro altra corsa per le abitazioni nel tratto del nascente passante ferroviario dell’alta velocità. A distanza di nemmeno un paio d’anni dalle ultime perizie, infatti, è partita una nuova campagna sui testimoniali di Stato che coinvolgerà gran parte delle 3.432 unità abitative, di cui 301 edifici considerati a rischio, coinvolti dal tracciato di scavo del tunnel che da Campo di Marte a Castello attraverserà la città per 6,4 chilometri.
Il nuovo tour per fotografare la situazione degli edifici, affidato alla società Alcotec, nasce dalla necessità di aggiornare i dati, anche a tutela dei proprietari, dopo l’avvio dei lavori di scavo della talpa meccanica Iris dell’estate. A confermare la partenza del terzo giro di testimoniali nell’arco di un decennio, segnalata nelle scorse settimane dai residenti, è l’assessore comunale alle infrastrutture e mobilità, Stefano Giorgetti, rispondendo alle domande dei consiglieri di Sinistra progetto comune durante il question time in consiglio comunale. «Con la ripresa dei lavori di scavo è stata da poco avviata una nuova campagna sulle unità immobiliari non analizzate per una verifica delle indagini già svolte al fine di individuare le unità immobiliari per le quali risulterà necessario un aggiornamento. La nuova campagna mira ad analizzare gli immobili per cui non è stato possibile eseguire testimoniali nel 2021-2022 e i per quali possono essere intervenuti ulteriori elementi (passaggi di proprietà, ristrutturazioni, danni) che possono aver alterato lo stato dei luoghi rispetto a quanto precedentemente dichiarato». L’aggiudicatario dei lavori del passante ferroviario, il consorzio Florentia che ha come capofila l’impresa Pizzarotti & C., ha affidato l’esecuzione del nuovo giro di perizie sullo stato degli edifici, redatte a garanzia dei proprietari in caso di danni provocati dallo scavo, alla società specializzata Alcotec. Nella nuova campagna, spiega Giorgetti, rientreranno quindi «tutte le unità abitative non aggiornate nel 2021-2022 (825 su 3.432 ndr), quelli privi di sottoscrizione della controparte o privi di data, testimoniali effettuati in data troppo risalente nel tempo rispetto al passaggio della macchina, unità immobiliari per le quali si è verificata un cambio di proprietà o al centro di lavori di ristrutturazione, testimoniali eseguiti, ma tecnicamente reputati dal consorzio privi di informazioni esaustive».
Nel frattempo avanzano i lavori di consolidamento dei 301 immobili considerati a rischio crepe sul percorso della fresa meccanica. La gran parte si trova nei pressi di piazza della Libertà, a partire dall’Arco di Lorena, dal lato nord i palazzi posti sulla verticale del futuro tunnel di via Masaccio e viale don Minzoni, dal lato sud gli uffici e gli immobili che si affacciano su entrambi i lati di viale Lavagnini. Oltre, ovviamente, alla Fortezza da Basso per cui è stata prevista una cura a base di iniezioni di cemento alle fondamenta per scongiurare eventuali danni a causa delle vibrazioni provocate dal passaggio della talpa a 20 metri di profondità. Una prospettiva per cui sarà necessario aspettare ancora un po’ visto che Iris, dopo l’entrata in funzione a fine luglio e la perforazione di un primo tratto, si è fermata per un paio di mesi nel suo scivolo di Campo d’Arrigo nonostante l’iniziale previsione di fare 10 metri al giorno senza pause.
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