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Verso il voto

Comunali Firenze, il Pd blinda la corsa di Sara Funaro: 134 firme contro le primarie

di Luca Gasperoni
Comunali Firenze, il Pd blinda la corsa di Sara Funaro: 134 firme contro le primarie

In direzione ok alla candidatura unitaria chiesta da 21 circoli e dall’80% dell’assemblea. «La base stoppa Del Re». Ma l’ex assessora accusa: «Non mi hanno fatto leggere nulla»

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FIRENZE. Un documento-appello, firmato da 134 membri dell’assemblea dem cittadina tra cui il sindaco Dario Nardella e il governatore Eugenio Giani, promosso da 21 dei 25 segretari dei circoli, per chiedere al Pd fiorentino di costituire «un gruppo di lavoro plurale e inclusivo per verificare la possibilità di un percorso largamente condiviso attorno a un nome forte e autorevole di una candidata/o sindaco» escludendo di conseguenza il ricorso alle primarie. È l’ultima mossa, approvata ieri sera dalla direzione del Pd cittadino, con cui i dem tentano di respingere definitivamente l’assalto per una sfida interna dell’ex assessore Cecilia Del Re proprio alla vigilia della sua kermesse al Tuscany Hall. «L’obiettivo è evitare un duello in stile Far West sterile e dannoso, contro l’esasperazione dell’io», spiega uno dei promotori del documento dem.

Ma è evidente, il sottotesto è blindare una delle ultime potenziali candidate rimaste ancora in piedi, l’assessore al Welfare Sara Funaro, su cui nelle ultime settimane sono evaporate alcune delle rimostranze dei principali big del partito. E che il sondaggio del Pd nazionale ha appena incoronato come favorita dal popolo dem nel confronto con l’ex assessora Cecilia Del Re. E allo stesso tempo ricacciare indietro il nodo alleanze, sospeso tra le sirene grilline di una possibile convergenza sul rettore dell’Università di Siena, Tomaso Montanari, e gli avvertimenti minacciosi lanciati dai renziani pronti a una corsa solitaria kamikaze. C’è questo e tanto altro nel documento approvato in direzione dem a larga maggioranza che sancisce percorso per l’individuazione di un candidato po di una candidata unitaria senza passare quindi dalla competizione interna: «Il bene della nostra casa comune deve venire prima di tutto, chiediamo lo sforzo di mettersi a disposizione di un percorso aperto e inclusivo». Obiettivo: permettere al Pd di presentarsi «più forte e unito possibile» alle elezioni. Parole che ottengono le firma dell’80% dei membri dell’assemblea, di fatto il grosso della base dem fiorentina, e che fanno il paio col recente sondaggio Winpoll, commissionato dal Nazareno e condotto sugli elettori dem fiorentini, secondo cui da uno scontro Funaro-Del Re ne uscirebbe vincitrice la prima con il 76%. Con Nardella a riprendere il discorso, lanciando una frecciata all’ex assessore cacciata mesi fa dalla Giunta: «Il sondaggio ha una sua rilevanza oggettiva perché commissionato dal partito nazionale, non da soggetti più o meno interessati alla candidatura». Il riferimento è alla ricerca, commissionata da Del Re a Euromedia di Alessandra Ghisleri, da cui era l’ex assessore ad emergere come candidata più gradita. Ma nonostante l’uno-due incassato, l’ex assessora resta sul ring. «Da statuto è l’assemblea a decidere l’iter e ancora ad oggi non è stata mai convocata. Ogni iniziativa utile ad allargare la partecipazione è e sarà preziosa per vincere a giugno 2024», commenta Del Re accusando di non aver potuto leggere il documento fino al voto. Ma chi ha partecipato alla stesura del documento garantisce che ogni blitz avversario verrà neutralizzato: «In assemblea, che sarà convocata nei prossimi giorni, basta il 60% dei voti per lavorare a un percorso unitario e evitare le primarie, e le firme raccolte sono vicine all’80%, peraltro trasversali, provenienti da tutte le correnti e tra i sostenitori di tutte le quattro mozioni congressuali». Dunque, una scoppola per Del Re che puntava a raccogliere le firme per ottenere i gazebo proprio in assembblea, e per giunta alla vigilia della sua kermesse convocata domani al Tuscany hall. «Crediamo – recita ancora il documento – che questo percorso di consultazioni, allargato in un secondo momento anche alle forze sociali e del terzo settore, sia la strada più giusta per rendere il Pd più forte e unito». E ancora: «Non presteremo il fianco a chi ci vuole divisi, è il centrodestra l’avversario da battere».

Strada spianata, dunque (per ora), a Funaro, delfina designata dal sindaco che nell’ultimo periodo è riuscito a superare le resistenze del presidente Giani. Nonché sopravvissuta al totonomi che hanno visto capitolare negli ultimi mesi l’assessore regionale, Monia Monni, e archiviare la suggestione di una discesa in campo dello stesso governatore. Non solo. Il documento dei segretari di circolo in filigrana rivendica l’autosufficienza dem, da cui deriva una potenziale rottura con Renzi, tema già annunciato con il sondaggio dove i renziani venivano calcolati fuori dalla coalizione di centrosinistra. Con la vicepresidente regionale, Stefania Saccardi a mostrare gli artigli: «I sondaggi più veri sono quelli che si fanno alle elezioni: a settembre 2022 abbiano dato una forza a Iv di circa il 15% in questa città».
 

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