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Alluvione, il ministro Musumeci a Campi Bisenzio: «Colpe anche dell’uomo non solo del clima». Giani: «In Toscana danni per due miliardi» – Video
Il ministro della Protezione civile: «Non sono più eventi straordinari ma ordinari». Curcio: «Verifiche sullo stato di emergenza per Lucca e Massa-Carrara»
CAMPI BISENZIO. «In Toscana, come altrove in Italia, è successo che alcuni corsi d'acqua sono stati tombati e poi straripati», che corsi d'acqua che dovevano essere consolidati «non sono stati sufficientemente consolidati. È accaduto che alcune aste fluviali, cioè fiumi e torrenti, sono stati canalizzati, riducendo la sezione idraulica, e di fatto ingessando il corso d'acqua. La canalizzazione non è il rimedio consigliato per consentire alle acque di potersi leggermente espandere». Lo ha detto il ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, a Campi Bisenzio (Firenze) durante un incontro con, tra gli altri, il presidente della Toscana, Eugenio Giani e il Capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.
Musumeci: «Non sono più eventi straordinari»
«È accaduto – ha aggiunto Musumeci - che alcune casse di espansione, finanziate, non sono mai state completate». In Toscana, ha proseguito Musumeci, «alcuni corsi d'acqua si sono rotti dove già si erano rotti, questo vuol dire che si era ricostruito male. Noi dobbiamo, nei limiti del possibile, ricostruire e ricostruire bene. È stato ripetuto – ha detto ancora Musumeci - che si è trattato di un evento straordinario. Mettiamoci il cuore in pace: non sono più eventi straordinari. Sono 15 anni che c'è il cambiamento climatico. Avremmo dovuto capire prima che tutto quello che avverrà con eventi estremi sarà non più straordinario, ma ordinario e invece la pianificazione del territorio è stata concepita, negli ultimi 100 anni, secondo parametri che noi abbiamo sempre considerato ordinari. Sarebbe un errore dire che la colpa è solo del cambiamento climatico. Io con grande chiarezza e schiettezza dico che la colpa non è solo della natura, ma anche dell'uomo. Parlo ovviamente con una visione nazionale, non specifica», ha concluso Musumeci.
Il ministro e il capo della protezione civile sono stati accolti stamani a Campi anche dal sindaco, Andrea Tagliaferri, dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, dal prefetto di Firenze, Francesca Ferrandino, dal sindaco di Prato Matteo Biffoni e dal sindaco di Montemurlo Simone Calamai.
«Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni vuole venire in Toscana – ha detto ancora Musumeci - lo farà alla prima occasione possibile. Intanto mi ha incaricato di rinnovare la sua vicinanza. Il Governo in meno di 24 ore si è riunito ed ha dichiarato lo stato di emergenza, che è la prima fase prevista dal Codice di Protezione Civile", ha ricordato Musumeci.
Le richieste di Giani
Il presidente Giani ha presentato al ministro la richiesta di portare da 5 a 7 le province in stato e ha sottolineato l’importanza dei ristori senza troppa burocrazia. «Col ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, stamani abbiamo parlato dell'atto integrativo che porterà da cinque a sette le province in stato di emergenza nazionale, quindi anche Massa e Lucca. Ovviamente su questo faremo lavoro di verifica e di accertamento dei danni», ha spiegato invitando i presenti a osservare un minuto di silenzio per le vittime dell'alluvione.
«La cosa che preoccupa di più in questo momento è la pioggia che continua – ha detto prima dell’incontro Giani – ieri sono stato a Vinci e Lamporecchio, c'è voglia di ripresa ma deve essere sostenuta. Non voglio fare promesse invano, voglio capire i tempi e l'entità dei rimborsi; faremo il punto col ministro: le risorse sono uno dei capitoli, spero che la solidarietà di questi giorni sia sostenuta. Anche la disciplina sui rifiuti ha bisogno di supporto normativo. Servono più risorse e meno burocrazia, dare capacità a commissario e sindaci di agire. Faremo presente la stima dei danni. Chiederò un decreto legge come per l'Emilia Romagna».
La stima dei danni
Giani ha anche fatto presente al ministro la stima dei danni: «Se io sommo quello che mi dicono i sindaci di quella trentina di Comuni più coinvolti noi andiamo sicuramente vicini ai due miliardi, e contemporaneamente abbiamo bisogno e la necessità di risorse per l'immediato, per i primi soccorsi, per le ordinanze con cui rimettiamo in sesto gli argini, per quello che sono tutte le situazioni che anche nell'immediato domani ci chiedono cittadini che sono stati totalmente danneggiati, hanno perso tutto, le imprese che sono state fortemente danneggiate da quella che è stata l'alluvione», ha spiegato. Col ministro Musumeci «ci metteremo d'accordo su quali tappe saranno seguite per poter avere questo giusto sostegno a supporto della popolazione colpita dall'alluvione», ha aggiunto Giani che poi ha spiegato: «Chiederemo anche il decreto legge, come già è avvenuto in Emilia Romagna, in modo da dare anche più circostanziati poteri al commissario, quello che è l'esperienza che ho avuto in questi nove giorni, quello che mi veniva chiesto quando andavo in queste aziende».
Curcio: «Verifiche sullo stato di emergenza per Lucca e Massa-Carrara»
«Se ci sono, e ci sono, altre situazioni attiveremo le procedure ordinarie di emergenza» per poter inserire nella dichiarazione dello stato di emergenza nazionale anche alcuni comuni delle province di Lucca e di Massa Carrara colpite dal maltempo nei giorni scorsi. «Ma dobbiamo fare delle verifiche, se possono accedere alla dichiarazione dello stato d'emergenza». Lo ha detto il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, parlando durante il punto stampa a Campi Bisenzio (Firenze) al termine della visita nei territori alluvionati della Toscana con il ministro Nello Musumeci. «Il percorso chiaro c'è, è stato individuato nella notte del 2 novembre che ha portato alla dichiarazione dello stato d'emergenza il 3 novembre alle ore 11 su quelle province in cui c'era una certezza chiara di necessità operativa. Qua nasce il concetto delle cinque province, che non sono esclusive», ha aggiunto Curcio.
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