Il Tirreno

Firenze

Arte

La fonte “d’acqua santa” nel disegno di Leonardo: il miracolo scoperto in un documento a Vinci

Il disegno di Leonardo in cui comparirebbe (in alto a destra) la “fonte miracolosa” è esposto agli Uffizi
◗
Il disegno di Leonardo in cui comparirebbe (in alto a destra) la “fonte miracolosa” è esposto agli Uffizi

L’ipotesi è dell’archivista Paolo Santini in uno studio sugli Statuti del 1418. Il “Paesaggio P8” disegnato dal Genio è esposto alla Galleria degli Uffizi

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. A prima vista può sembrare una semplice cascata d’acqua disegnata da un giovane Leonardo, appena 21enne, nella prima opera a lui attribuibile, il “Paesaggio P8”, attualmente custodito nella Galleria degli Uffizi di Firenze. Invece si tratterebbe di una “fonte miracolosa”, una sorgente da cui sgorga “acqua santa”. Anzi, un’acqua che «giova a moltissime persone», scriveva un notaio nel 1474, che aveva scrupolosamente appuntato questo ritrovamento miracoloso, avvenuto un anno prima sui monti del Montalbano, nella zona dei boschi di Santalluccio. Nota che ha trovato l’archivista Paolo Santini e che ha fatto “scattare” l’ipotesi, poi confluita nel volume “Gli Statuti di Vinci del 1418”, pubblicato dall’editore Olschki nella prestigiosa collana della “Biblioteca Leonardiana di Vinci - Ricerche e documenti”: sarà la stessa fonte del primo disegno conosciuto di Leonardo, che guarda caso risale al 1473? «D’altronde – spiega l’archivista Santini – quella notizia ebbe una grande risonanza all’epoca». Questa correlazione, in realtà, è nata “per caso”. Santini, come racconta, stava studiando gli Statuti del Comune di Vinci del 1418 per pubblicarli. «Per completezza, cosa che raramente viene fatta – racconta Santini – ho analizzato anche le riforme successive e le aggiunte agli statuti più antichi. In una di queste aggiunte - non facili da identificare visto che nel corso dei secoli il volume è stato rilegato in maniera erronea e quindi le carte non erano in ordine cronologico - datata al 1474 ho trovato la menzione, da parte di un notaio, di questo luogo miracoloso, ritrovato un anno prima». Nel 1473 quindi. La stessa data a cui risale il primo disegno conosciuto di Leonardo.

Il Montalbano poi, sottolinea Santini, «ha un versante che si affaccia anche in parte sulla Valdinievole», che è la “protagonista” del disegno, «con il padule di Fucecchio, si vede bene Montecatini». Da «qui – spiega – ho formulato l’ipotesi. È ragionevolmente possibile che Leonardo sia rimasto affascinato e colpito, addirittura impressionato, da tale fatto, evidentemente grandioso e subito diffuso con grande clamore fra la gente come un miracolo. Tanto che nel documento notarile l’acqua è già definita “acqua sancta”, e cioè acqua santa. Leonardo ha voluto dunque effigiare l’acqua che sgorga dalla miracolosa sorgente sul Montalbano nel suo disegno?». Da qui il nome, che si ritrova anche in documenti successivi, di “Forra dell’acqua santa”.

Divenne un luogo così importante che, nonostante il periodo di ristrettezze economiche, si decise di costruire lì, una realtà che poteva apparire sperduta ed essere definita pure sterile, un edificio. «Circostanza assolutamente unica», conferma Santini.

Così come il fatto che Vinci, rimasto senza risorse, trovò pure un modo per “auto finanziarne” la costruzione: in pratica, spiega l’archivista, «concesse a chiunque lo avesse voluto la possibilità di costruire dei punti per la vendita del pane e vino a una distanza di mezzo miglio» dalla fonte.

La concessione per costruire sarebbe stata rilasciata dal Consiglio dei dodici dietro pagamento di una somma da stabilirsi, ma che appunto «sarebbe servita per la prosecuzione dell’opera di costruzione della cappella dedicata alla Madonna», sottolinea Santini.

Insomma, si prevedeva già una folla di persone che sarebbe accorsa in quel luogo isolato e distante dalle case con l’obiettivo di attingere l’acqua ritenuta miracolosa e terapeutica. Dietro, sottolinea Santini, pagamento di una tassa, «i cui proventi sarebbero serviti sempre per la realizzazione dell’opera, evidentemente piuttosto onerosa».

Una storia raccontata appunto nel volume pubblicato da Santini e dedicato agli Statuti del 1418. Il testo, finora inedito, è stato trascritto integralmente e corredato di un ricco apparato di note critiche e di saggi introduttivi. Seguono una breve storia generale di Vinci e un’articolata analisi sulla storia delle istituzioni locali fino all’approvazione dei suddetti statuti comunali. Il volume sarà presentato domenica 18 novembre alle 10,30 alla Biblioteca Leonardiana di Vinci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web