Gioco
Alluvione a Campi, viaggio nei circoli dove si distribuiscono 3.000 pasti al giorno: «Aiutiamo chi ha perso tutto»
Qui da tutta Italia arrivano donazioni per la popolazione. Gli abitanti mangiano in silenzio, seduti vicino ai volontari, sporchi di fango e stremati dalla catastrofe
CAMPI BISENZIO. Una fiumana di ragazze e ragazzi attraversa piazza Felice Matteucci per raggiungere il Circolo Rinascita di Campi Bisenzio. Qua vengono serviti oltre 2.000 pasti al giorno a coloro che stanno contribuendo alla “rinascita” delle zone alluvionate. Nel piccolo cortile vicino all’entrata ci sono gruppi di studenti delle superiori che mangiano in cerchio, tra loro c’è chi si riposa sdraiato a terra incurante del fango che incrosta il suolo, chi si lava gli stivali infangati e chi aspetta il proprio turno per prendere un piatto di pasta fumante.
All’interno un’enorme sala ospita cinque file di tavoli lunghe metri per un totale di più di un centinaio di posti occupati da chi da giorni spala, getta via melma dai garage e dà una mano alla popolazione colpita. Dietro ai 2.000 pasti per gli angeli del fango, che dalle 14 di ieri hanno dovuto interrompere le attività e abbandonare Campi Bisenzio a causa dell’allerta meteo, c’è l’impegno di molte associazioni del territorio. «Il circolo Sms Sant’Angelo prepara i pasti che poi vengono smistati nei vari punti, tra cui il circolo la Rinascita a Campi o la misericordia di San Piero a Ponti. Abbiamo cominciato a cucinare i primi pasti già venerdì scorso ma non ci aspettavamo una mole così ampia. Fin dai primissimi giorni abbiamo registrato circa 700-750 volontari, poi siamo arrivati a 1.000-1.100», spiega Andrea Stefanini, rappresentante del Circolo Sms Sant’Angelo. Gli angeli del fango potranno tornare operativi a partire da domani. Ma ora sia studenti che la politica lanciano un appello all’ufficio scolastico regionale e alle università: «L’Ufficio scolastico regionale emetta una circolare per giustificare gli alunni che vanno a spalare fango – chiede Marco Stella, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale – E le università riconoscano le ore prestate ad aiutare popolazioni colpite come crediti formativi curricolari». Molti ragazzi arrivano dalle zone limitrofe come San Donnino, Poggio a Caiano, Prato e Lastra a Signa ma molti sono anche i grandi gruppi di studenti di licei e superiori in arrivo da Firenze. Nel cortile si fanno avanti quelli dell’Istituto Agrario: «Siamo a spalare da tre giorni ma lo facciamo in compagnia e quindi il tempo passa più velocemente, da quando siamo qua abbiamo conosciuto tante nuove persone. Poi, ogni sforzo viene ripagato anche solo con un semplice piatto di pasta».
Il Circolo MclDino Manetti in zona Gorinello, nella frazione di San Piero a Ponti, è un’area miracolata perché il fiume si è fermato a San Cresci al di là del ponte. Per questo motivo il circolo è stato messo a disposizione sia per la preparazione dei pasti ma anche per dare ospitalità a volontari che provengono da fuori regione.
«Al Dino Manetti cuciniamo oltre 300 pasti al giorno per il pranzo, che distribuiamo anche alla Misericordia di San Piero a Ponti, mentre la sera ospitiamo circa 30 persone che rimangono a cena. Accogliamo anche chi ha perso tutto e che non ha prodotti per cucinare o fornelli funzionanti – continua Giorgia Salvatori, volontaria del circolo Dino Manetti – Siamo anche un punto di raccolta per i beni di prima necessità. Ad ora le richieste riguardano prevalentemente cibo, saponi, secchi e stivali ma secondo me ci sarà una fase dove le persone rientreranno in casa e allora richiederanno cose più specifiche come libri per la scuola e materiale scolastico».
Mentre il circolo Rinascita di Campi pullula di volontari alla Misericordia di San Piero a Ponti ci sono molti abitanti che non si fanno avvicinare. Mangiano in silenzio, seduti vicino ai volontari sporchi di fango, sembrano preoccupati per l’allerta meteo emessa dalla Protezione Civile Regionale. Temono che nuovi allagamenti possano ripercuotersi sul territorio. Ad accoglierli, sempre con il sorriso sulle labbra, ci sono i volontari della misericordia che distribuiscono cibo caldo, beni di prima necessità e vestiti. A raccontarci come sono organizzate le giornate della distribuzione di indumenti è Laura Amato che sbuca da una montagna di vestiti: «Queste sono tutte donazioni arrivate dalla Toscana ma anche da tutta Italia. Abbiamo ricevuto richieste per qualsiasi cosa, tra le maggiori ci sono gli indumenti per i bambini, piumoni, cappotti, giacche e scarpe. Siamo alla ricerca costante di scarpe che sono quelle più difficili da trovare. Molte persone hanno perso tutto e non hanno più neanche le mutande o le canottiere».
Laura, che oggi presta servizio presso la Misericordia di San Piero a Ponti per aiutare la popolazione, sa bene cosa si prova a non avere più niente perché nel 1992 ha perso tutto nell’alluvione che colpì il Comune di Poggio a Caiano. «Non avevo più niente, proprio come tutte queste persone che vengono da me ogni giorno dall’inizio della tragedia. Nei loro occhi rivedo la stessa disperazione che ho avuto io vent’anni fa. In questo caso, comunque, è stata di portata maggiore perché molti comuni sono stati colpiti».
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